IMPIANTO SOLARE SUL CAMPER: COS'È E COME FUNZIONA

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L'impianto solare carica le BATTERIE del camper sfruttando l'energia del sole

guida impianto solare camper

È costituito da 2 elementi principali: PANNELLO e REGOLATORE DI CARICA.

In questa guida vediamo come è fatto, come funziona e come si migliora: consigli per la scelta degli accessori giusti in base ai componenti dell'IMPIANTO ELETTRICO e indicazioni sul corretto montaggio.

QUI è possibile scaricarla in formato PDF adattato alla stampa.

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PANNELLO SOLARE

Il primo elemento necessario, nonché il più visibile e ingombrante, è il pannello solare fotovoltaico.

COS'È & COME È FATTO

Un pannello solare trasforma l'energia termica del sole in elettricità tramite EFFETTO FOTOVOLTAICO.


effetto fotovoltaico camper

Alla base c'è la cella, la cui griglia conduttiva canalizza gli elettroni ed è cablata con altre in serie a formare delle strisce (in parallelo fra loro).

Questo vale per praticamente tutti i tipi di pannelli esistenti che però si differenziano per tecnica costruttiva, tipo di cella usata e tecnologie implementate che li rendono più o meno performanti.

TIPOLOGIA COSTRUTTIVA

Un pannello solare può essere rigido o flessibile e, per entrambi i tipi, esistono modelli pieghevoli e portatili.

esempi di tipologie di pannelli solari

PANNELLI RIGIDI

La maggior parte dei pannelli solari è di tipo rigido, ovvero ha una struttura portante fatta da un supporto in materiale isolante a scarsa dilatazione termica rivestito da uno strato di EVA (acetato di vinile), rinforzato da bandelle metalliche.

La copertura anteriore è in vetro temperato trasparente (di solito spesso 4mm) e il fondo può essere fatto allo stesso modo o in Tedlar (un materiale polimerico).

Gli strati che compongono il pannello sono uniti permanentemente tramite pressofusione da un laminatore e i bordi vengono rinforzati e protetti da una cornice in alluminio.

Sul retro viene messa una morsettiera stagna da cui partono i CAVI positivo e negativo, solitamente con SPINE RAPIDE MC4.

composizione pannello solare

PANNELLI FLESSIBILI

Pannelli senza una struttura rigida, FLESSIBILI e molto leggeri.

Ideali per TETTI A SOFFIETTO, superfici curve e montaggi "invisibili", sono fatti con wafer di silicio tagliati abbastanza sottili da risultare flessibili mantenendo le proprietà fotovoltaiche.

Viene però a mancare tutta la parte di protezione del vetro e del telaio perimetrale: i cablaggi sono meno protetti e più esposti alle intemperie (ad esempio una forte grandinata può danneggiarli).

Inoltre, poiché sono incollati direttamente sul tetto, non hanno aerazione sufficiente per dissipare il calore e smettono di funzionare, nei casi più gravi si possono colare parti del circuito e il pannello diventa inutilizzabile.

Per questo solitamente si mettono solette in polionda (o policarbonato) da 5 o 10mm che riducono di molto il fenomeno, aumentando di pochissimo lo spessore complessivo di montaggio.

PANNELLI PIEGHEVOLI

PANNELLI PIEGHEVOLI si possono, appunto, ripiegare su sé stessi e sono pensati per un uso portatile, ovvero da mettere e togliere all'occorrenza. 

Ne esistono diversi modelli, sia fatti come i rigidi che come i flessibili; dai più piccoli a 5V per caricare direttamente smartphone e tablet, a quelli più grandi che possono caricare le BATTERIE del camper o una POWERSTATION.

La mobilità è il loro principale pregio: possono essere orientati sempre perpendicolari al sole per avere la massima resa possibile in qualunque stagione.

Specialmente d'INVERNO, un pannello pieghevole può arrivare a rendere anche il 30/40% in più di uno equivalente fissato sul tetto piano; mentre d'ESTATE permettono di tenere il mezzo all'ombra ricaricando comunque.

TIPI DI CELLE

silicio monocristallino o policristallino pannelli solari camper
Le celle che compongono un pannello solare possono essere di 2 tipi:  monocristalline o policristalline e, pur svolgendo lo stesso lavoro, ci sono delle differenze tra loro.


MONOCRISTALLINE

I PANNELLI MONOCRISTALLINI sono fatti da cristalli orientati tutti nella stessa direzione perché tagliati da blocchi di silicio nuovi. 

Celle quadrate con bordi smussati di colore blu scuro, quasi nero, e produzione di energia maggiore con luce perpendicolare.

È il tipo che rende di più in assoluto.

POLICRISTALLINE

Le celle dei pannelli POLICRISTALLINI sono ricavate da wafer di silicio riciclato e per questo sono composte da cristalli orientati in modo casuale.

Rendono meno se colpite perpendicolarmente dai raggi del sole, ma sfruttano più luce durante l’arco della giornata.

Le celle sono di color blu cangiante (più chiaro dei mono) e di forma solitamente rettangolare ma, essendo di un grado di purezza inferiore, hanno rese e costi inferiori.

A parità di condizioni, un pannello monocristallino rende mediamente dal 15 al 25% in più di un policristallino.

MIGLIORAMENTI TECNOLOGICI

Negli ultimi anni il progresso tecnologico ha reso disponibili pannelli sempre più performanti e leggeri, aumentando i W/m².

Le principali innovazioni introdotte sono le tecnologie Half-Cut, PERC e bifacciale e già si cominciano a vedere i primi pannelli TOP-CON

PERC

tecnologia perc pannelli solari schema funzionamento

A partire dal 2010 la tecnologia che più si è diffusa nei pannelli solari è stata la PERC (acronimo di Passivated Emitter and Rear Cell) tanto da arrivare a quote di mercato dell'87% nel 2020.

In calo al 34% nel 2024 perché superata a sua volta da innovazioni migliori, in ogni caso rimane la più diffusa ancora oggi.

A livello pratico, consiste nell'aggiunta di uno strato di passivazione sul retro della cella che svolge una duplice funzione: riduce la ricombinazione degli elettroni, che altrimenti si disperderebbero in calore, e riflette la luce solare non assorbita.

composizione pannello solare PERC

Il successo dei pannelli PERC non è legato unicamente alla maggiore efficienza: il vero fattore determinante è stata la sua praticità industriale poiché poteva essere implementata facilmente ad impianti industriali già esistenti.

Ovviamente il mondo dei camper ha numeri minuscoli al confronto e segue il trend generale del mercato.

HALF-CUT

Half Cut significa letteralmente "taglio a metà": il wafer classico viene ulteriormente diviso a metà (2 celle in serie fra loro).

celle solari normali vs half-cut

Raddoppia il numero complessivo delle celle all'interno di un modulo fotovoltaico: essendo più piccole subiscono meno stress meccanico con minor possibilità di rotture o cortocircuiti.

Si dimezza la corrente che scorre attraverso ciascuna riducendo le perdite resistive (proporzionali al quadrato della corrente) e migliorando anche la dissipazione del calore.

Infine sono più resistenti all'ombreggiamento: nei pannelli tradizionali, la copertura di una singola cella può bloccare un'intera fila riducendo la potenza di 1/3 mentre con un Half-Cut si riduce solo di 1/6.

BIFACCIALI

Tecnologia che consiste nell'aggiungere un pannello più piccolo sul retro di uno più grande così da catturare la luce sia dalla parte anteriore che da quella posteriore, sfruttando anche quella riflessa dalle superfici circostanti.

pannelli solari bifacciali schema di funzionamento

Poco usata per ovvi motivi con i pannelli fissi, sta diventando sempre più popolare con quelli PORTATILI: questo design può aumentare la resa dal 15% al 20%

DA SILICIO TIPO P A TIPO N

Attualmente il mercato dei pannelli solari è in transizione verso una nuova generazione di celle con un cambiamento fondamentale nella composizione chimica del semiconduttore.

Per anni è stato utilizzato il silicio di tipo P drogato con boro per ottenere una carica positiva che, pur avendo raggiunto livelli di efficienza elevati, ha una vulnerabilità intrinseca nota come Light-Induced Degradation (LID) ovvero un calo irreversibile delle prestazioni che si manifesta nelle prime ore di esposizione alla luce solare.

Per superare questo limite si sta adottando il silicio di tipo N, che è drogato con fosforo per ottenere una carica negativa.

silicio tipo n vs tipo p

Le celle del silicio di tipo N hanno un tasso di conversione superiore e sono meno soggette al LID e al degrado potenziale indotto (PID) con maggior durata e stabilità delle prestazioni nel tempo.

Questo ha sbloccato il potenziale per nuove tecnologie ad alta efficienza come TOPcon e HJT.

TOPCON

TOPcon è l'evoluzione del PERC: seguendo lo stesso principio, viene aggiunto un sottilissimo strato di ossido di silicio che massimizza il trasporto degli elettroni e riduce ulteriormente le perdite di ricombinazione.

Si raggiungono efficienze tra il 24 e il 28% e sono in rapida diffusione: nel 2024 hanno coperto una quota di mercato pari al 38% (contro il 23 del precedente).

HJT

HJT o "a eterogiunzione" è un'alternativa di alta gamma a TOPcon con architettura unica che combina un wafer di silicio monocristallino con strati sottili di silicio amorfo (una forma non cristallina, priva di una struttura atomica ordinata).

pannelli solari hjt schema composizione

Unisce i vantaggi di entrambe le tecnologie per migliorare l'assorbimento della luce e ridurre le perdite di energia: raggiunge picchi di efficienza del 25-27%, ma il vero vantaggio cruciale è il coefficiente di temperatura eccellente.

Si traduce in perdite di efficienza minime anche nei climi più caldi e soleggiati in piena ESTATE.

Inoltre le celle HJT sono per loro natura bifacciali, potendo catturare la luce riflessa sia dalla parte anteriore che posteriore del modulo.

La sua quota di mercato si è stabilizzata intorno al 17% a fine 2024; di fatto offrono la miglior resa al m² tra tutte le tecnologie viste finora.

Il problema è però il costo: un impianto in grado di produrre celle di questo tipo deve essere costruito ex-novo, non si possono facilmente convertire impianti che già producevano pannelli normali prima, PERC poi e TOPcon oggi.

PROGRESSI FUTURI

Il silicio monocristallino ha un limite teorico di conversione (detto di Shockley-Queisser) del 33,7% circa per celle a giunzione singola.

Per poter superare questa barriera si stanno sviluppando le celle tandem che aggiungono un altro materiale al silicio (tipicamente perovskite) in una struttura a doppia giunzione.

Il principio alla base è che i 2 componenti assorbono porzioni diverse dello spettro solare, massimizzando così la conversione di energia: nel novembre 2023 un'azienda cinese ha stabilito un nuovo record mondiale raggiungendo il 33,9% di efficienza, infrangendo per la prima volta nella storia il limite teorico del silicio a giunzione singola (successivi sviluppi hanno alzato il record fino al 34,85%).

La ricerca sta esplorando anche le celle 100% perovskite (che hanno già raggiunto un'efficienza certificata del 28,49%) ma attualmente non riescono ancora a garantire la durabilità ed affidabilità del silicio.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Come abbiamo appena visto, esistono in commercio tantissimi modelli di pannelli solari e può essere difficile orientarsi nella scelta.

Fortunatamente, ogni pannello ha una scheda tecnica (datasheet) da poter consultare che di solito è presente anche come adesivo sul retro.

Di norma riporta caratteristiche generiche come:
  • MARCA del produttore

  • modello del pannello

  • numero seriale univoco

  • data e luogo di costruzione (possono essere dedotti dal seriale)

per poi passare ad elencare le specifiche elettriche:

  • POTENZA NOMINALE  --> misurata in Watt-peak (Wp), è la massima potenza che può generare in condizioni di laboratorio standard (STC)

  • EFFICIENZA DI CONVERSIONE --> percentuale di energia solare che il pannello converte in elettricità

  • TENSIONE MASSIMA (Vmp) --> tensione alla quale il pannello raggiunge massima efficienza e potenza

  • CORRENTE MASSIMA (Imp) --> corrente erogata dal pannello al punto di massima potenza

  • TENSIONE A CIRCUITO APERTO (Voc) --> tensione massima raggiunta senza carico
  • CORRENTE DI CORTOCIRCUITO (Isc) --> corrente massima che il pannello produce in un circuito cortocircuitato

Ci sono poi i coefficienti legati alla temperatura misurati in percentuale per grado Celsius (%/°C) che influiscono su potenza massima, Voc e Isc e danno un'indicazione di come si comporterà il pannello in condizioni reali, all'aumentare del caldo o del freddo.

Non li trattiamo in dettaglio perché ai fini della progettazione e realizzazione di un impianto solare per camper non sono così impattanti; iniziano ad esserlo invece in sistemi con decine, centinaia o migliaia di pannelli (es. parco solare) fissi sempre nello stesso luogo.

Semplifichiamo dicendo che quando una cella si scalda oltre i 25°C la tensione diminuisce (con trascurabile aumento di corrente) portando a una riduzione complessiva della potenza: in generale, un coefficiente di temperatura più basso indica un pannello di qualità superiore.

Infatti la potenza massima dichiarata viene ottenuta in condizioni standard di test (STC - Standard Test Conditions) così definite:

  • irraggiamento solare: 1000W/m²

  • temperatura ambiente: 25°C

  • vento: 1m/s

che di fatto sono ideali e difficilmente si riscontrano nella realtà.

Per questo è stato introdotto il NOCT, che sta per Nominal Operating Cell Temperature (Temperatura Nominale di Funzionamento della Cellula) in cui le STC - Standard Test Conditions sono così definite:

  • irraggiamento solare: 800W/m²

  • temperatura ambiente: 20°C

  • vento: 1m/s

  • pannello testato a circuito aperto montato su struttura aperta, inclinazione 45°

Fornisce una stima più realistica legata alle condizioni operative tipiche e non ideali perché viene misurato usando un insieme di condizioni che si avvicinano maggiormente a quelle reali.

Nella scheda tecnica si trovano poi le caratteristiche fisiche:

  • dimensioni (lunghezza, larghezza, spessore)

  • peso

  • superficie del modulo

  • tipo di cella

  • materiale del telaio

  • vetro

e, generalmente, altre informazioni come:

  • garanzia

  • certificazioni come IEC 61215 e IEC 61730

  • informazioni sull'installazione

Il contenuto di ogni scheda varia da un produttore all'altro e negli anni sono cambiate più volte le leggi che li regolamentano sia a livello italiano che europeo.

Non tutte le caratteristiche di cui abbiamo parlato in questo paragrafo sono solitamente presenti: in caso di dubbi è consigliabile visitare il sito del produttore per cercare maggiori info, o contattarli direttamente.

COME INSTALLARE UN PANNELLO

fissare pannello solare camper

In questo paragrafo vediamo come si fissa un pannello solare sul tetto del camper evitando di fare fori non necessari che potrebbero INFILTRARSI
Cominciamo con il caso più comune, ovvero i pannelli rigidi.

Alcuni hanno già la predisposizione per l'incollaggio, come QUESTI, mentre altri hanno bisogno di SUPPORTI appositi.

incollare pannello solare camper

L'importante è che siano qualche cm staccati dal tetto in modo da garantire un minimo di ventilazione che li raffredda, mantenendo così inalterata la resa.

Per fissarli si usano colle poliuretaniche monocomponente forti: in questo negozio trovate i prodotti di SIKA: il SIKAFLEX 252 o il 522 che sono appositi per questo scopo; la differenza principale è che col secondo si possono fare anche le SIGILLATURE secondarie.
Una volta applicata la colla, sopra il pannello vanno messi dei pesi che lo facciano aderire perfettamente distribuendola ed evitando punti vuoti.
 
I pannelli solari rigidi si possono fissare anche al PORTAPACCHI con viti e bulloni, anche se, tenendolo troppo staccato, si rischia che IN VIAGGIO vibri e faccia rumore.

Nel caso di un flessibile invece solitamente è già dotato di un adesivo sul retro, tuttavia sconsigliamo di incollarlo direttamente al tetto ma di frapporre uno strato di policarbonato da 0,5 o meglio 1cm per migliorare nettamente il raffreddamento ed evitare problemi da surriscaldamento.

Si possono usare gli stessi prodotti visti prima per i rigidi (il peso sarà in ogni caso minore).

Oltre al pannello, va montato anche il PASSATETTO che copre il foro (di solito da 10mm) che permette ai CAVI di entrare nella cellula (se non sono abbastanza lunghi, si può usare QUESTA prolunga).

Anche il passatetto va incollato su tutti i bordi con lo stesso prodotto usato per il pannello, consigliato anche annegarci i cavi nel foro.

COME COLLEGARE PIÙ PANNELLI

Due o più pannelli solari possono essere collegati tra loro in serie o in parallelo e per ognuna ci sono vantaggi e svantaggi.

SERIE

Il collegamento in serie, noto come approccio ad alta tensione, è intrinsecamente più efficiente per la trasmissione di energia su lunghe distanze.

La connessione viene fatta collegando il positivo di un pannello al negativo di quello successivo, e così via, fino a formare un circuito chiuso che si collega al regolatore (il negativo si prende dal primo pannello, il positivo dall'ultimo) detto stringa.

La tensione totale è data dalla somma di quelle dei singoli moduli, mentre l'intensità di corrente rimane costante e uguale a quella del pannello con la produzione più bassa in quel momento.

Ad esempio, una stringa composta da tre pannelli da 12V / 10A darà come risultato una tensione complessiva di 36V, ma la corrente rimarrà limitata a 10A.

collegamento in serie pannelli solari

In questo modo il voltaggio raddoppia e la corrente si riduce (a potenza costante) e ciò influisce direttamente sullo spessore dei CAVI da utilizzare e mitiga drasticamente le perdite resistive.

Tuttavia c'è una vulnerabilità intrinseca: una sensibilità estrema all'ombreggiamento dove anche una parziale ostruzione su un singolo pannello può compromettere l'intera stringa.

PARALLELO

Il collegamento in parallelo aumenta la corrente mantenendo la tensione costante e questo comporta un bisogno di cavi di maggior diametro rispetto a quello in serie e, in generale, ha maggior dispersione.

A livello pratico si ottiene unendo tutti i positivi e tutti i negativi per poi portarne uno per tipo al regolatore (QUI gli appositi connettori per MC4).
 
Prendendo sempre come esempio tre pannelli da 100W  a 12V,  collegati in parallelo produrranno un sistema da 300W sempre a 12V.

collegamento in parallelo pannelli solari

Un vantaggio è la maggior resistenza all'ombreggiamento, che si limita a colpire solo i pannelli direttamente coperti.

QUALE SCEGLIERE

A livello di resa energetica, la soluzione migliore dovendo installare più pannelli è il collegamento in serie perché gli impianti solari sui camper lavorano a basso voltaggio e sono più soggetti a cali di resa dovuti al surriscaldamento essendo piani sul tetto.

Inoltre quelli moderni sono dotati di diodi di bypass che mitigano il problema ombreggiamento reindirizzando la corrente attorno alla sezione colpita.

Un collegamento in parallelo è consigliato se l'uso previsto è in zone in cui uno dei pannelli sarà spesso in ombra rispetto agli altri (ma con un camper è difficile, perché è appunto fatto per VIAGGIARE e spostarsi) oppure per un discorso economico.

Infatti è l'unico tipo che viene accettato dai regolatori PWM (li trattiamo in dettaglio nel prossimo capitolo) a meno che le distanza in gioco tra le componenti non siano tali da richiedere cavi grossi e quindi costosi (QUI il calcolatore per la sezione giusta).

Un altro vantaggio di questo tipo di collegamento è che consente una maggiore flessibilità: aggiungere nuovi pannelli a un impianto esistente è più semplice (purché la tensione nominale sia compatibile) e se uno 
si guasta o si scollega l'impatto sul sistema complessivo è minimo, in quanto gli altri continuano a produrre energia.

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REGOLATORE DI CARICA

Il regolatore di carica riceve corrente continua a voltaggio variabile dal pannello solare e la porta a quello corretto per essere accumulata nelle batterie.

regolatore di carica solare stabilizza tensione
Porta la corrente in uscita ad un dato voltaggio con relativo amperaggio dipendenti da potenza istantanea del pannello e stato di carica delle batterie.

Sui camper se ne usano 2 tipi diversi a seconda del principio di funzionamento: PWM e MPPT.

PWM

esempio di regolatore solare pwm per camper

Acronimo di PULSE WIDTH MODULATION (regolatore di carica a modulazione di larghezza di impulso) è il tipo più semplice, usato ed economico.

Si basa su un principio di funzionamento semplice: agisce come un interruttore che connette e disconnette il pannello dalla batteria a intervalli molto brevi in modo che la tensione sia costretta ad allinearsi e, se è molto superiore a quella richiesta, l'eccesso viene dissipato sotto forma di calore e non convertito.

Per questo l'efficienza di un PWM è intrinsecamente bassa, in genere tra il 75 e l'80% e si possono usare solo con moduli solari che hanno voltaggio massimo 18V e, in caso di più pannelli, si possono collegare solo in parallelo e non in serie.

QUI puoi vedere la collezione completa.

MPPT

esempio di regolatore solare mppt per camper

Significa MAXIMUM POWER POINT TRACKING ("inseguimento del punto di massima potenza") ed è un tipo di regolatore più evoluto, sul mercato da meno anni, che ha resa e costo maggiori di un PWM.

La sua funzione è quella di "inseguire" costantemente il punto di massima potenza (MPP) del pannello, ovvero la combinazione unica di tensione e corrente che, in un dato istante, massimizza la potenza erogata.

Poiché le caratteristiche variano in base a fattori come l'irraggiamento e la temperatura, il punto di massima potenza è un valore dinamico che l'MPPT monitora in tempo reale.

Agisce come un convertitore DC-DC che prende la tensione più alta dei pannelli e la modula in corrente aggiuntiva per la batteria, con perdite minime.

Si possono montare pannelli con voltaggi maggiori di 18V, fino a 48 o 60, e questo è un ulteriore vantaggio: più è alto, minori saranno gli ampere circolanti a parità di potenza.

Per questo, in caso di 2 o più pannelli, è meglio montarli in serie piuttosto che in parallelo.

I pannelli in ogni caso devono essere uguali, almeno come voltaggio, altrimenti si vanno a creare dei problemi come il pilotaggio di uno rispetto all'altro.

Quanti volt accetta un regolatore MPPT in ingresso dipende dal prodotto stesso: ad esempio VICTRON ENERGY fa dei modelli diversi: fino a 75V, fino a 100 e fino a 150!

QUI puoi vedere la collezione completa.

QUALE SCEGLIERE

Tenendo conto che tutto dipende dalla capienza delle BATTERIE alla base (abbiamo scritto QUESTA guida per aiutare a capire quali servono in base ai consumi), cos'altro bisogna valutare per scegliere il regolatore di carica giusto per ogni IMPIANTO ELETTRICO?

  • TIPO: gli MPPT rendono di più, ma hanno un costo maggiore e sono più grossi a parità di potenza.

    Per realizzare un impianto di una certa potenza, dai 200W a salire, sono sicuramente la scelta migliore. 

    Se invece l'obiettivo è avere un impianto che tenga cariche le batterie del camper quando è in RIMESSAGGIO (o che carica una sola batteria da 100Ah AGM) un regolatore PWM è più che sufficiente.

  • POTENZA: indicata in A, spesso già nel nome del prodotto, indica il valore massimo di corrente a 12V in uscita che il regolatore è in grado di gestire.

    Un 10A potrà gestire un pannello da 120W (12V x 10A), un 20A uno da 240W e così via (ovviamente sempre a grandi linee, nella realtà bisognerebbe moltiplicare per il valore di piena carica delle batterie, ad esempio 13,3V per le litio).

  • FUNZIONI EXTRA: alcuni modelli hanno optional come prese USB integrate, uscita a 12V alimentata direttamente da solare (funziona anche senza batteria), uscita per 2 batterie di servizio o 1 per la batteria motore (parallelatore).

Collegando pannelli con potenza totale maggiore non succede nulla: parte dell'energia non passa dai pannelli al regolatore andando persa.

KIT GIÀ PRONTI

esempio di kit solare per camper completo

Nel negozio abbiamo dei kit pronti da montare che comprendono tutto il necessario per un'installazione completa.

QUI la collezione completa e, di seguito, alcuni riferimenti in base a diversi tipi e amperaggi di batterie di servizio:

  • AGM da 100Ah --> la batteria ha un'energia a piena carica tra i 4 e i 500W, un KIT BASE da 120W a 140W con regolatore PWM è più che sufficiente per caricarla in una giornata

  • AGM da 200Ah --> in questo caso l'energia effettiva è intorno ad 1kW perciò serve un KIT come questo da 170 o 200W con regolatore MPPT

  • LiFePO4 da 100Ah --> il KIT precedente va bene anche con questa batteria

  • LiFePO4 da 200Ah --> infine parliamo di un accumulo di circa 2500W effettivi: serve un impianto più potente, da 230 o 300W come QUESTO

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CALCOLARE LA RESA DI UN IMPIANTO SOLARE

È impossibile calcolare con esattezza quanto produrrà un impianto solare, sono troppe le variabili in gioco.

Si può solo calcolare la resa teorica approssimata con pochi semplici calcoli.

Prendiamo in esame il caso generico di un camper con pannello piano sul tetto, esposto al sole in una giornata senza nuvole, alla latitudine di 45°.
  1. WATT PANNELLO ALL'80% : essendo piano sul tetto, non raggiungerà mai la resa massima che ha quando l'incidenza dei raggi è perpendicolare

  2. x4 D'ESTATE, x2 D'INVERNO: il sole durante la giornata si sposta, e quindi il pannello non ha sempre la stessa resa perché sono diverse le ore di luce nelle stagioni. 

    Il discorso è molto complesso, ma per fare una stima di massima si moltiplica il valore del punto precedente per 4 d'estate, e per 2 d'inverno.

  3. un regolatore MPPT in media aumenta del 10-15% questi valori per i motivi visti prima

Questa stima è ovviamente solo approssimativa, non tiene conto di molti fattori e semplifica alcuni punti. 

Può differire molto dalla vostra realtà perché tipo e qualità di pannello e regolatore influiscono sicuramente, così come:

  1. BATTERIE se sono poco capienti, i pannelli non renderanno al 100% delle loro possibilità.

    Anche il tipo conta: una LITIO prende tutto quello che può dal pannello fin quasi al 100% della carica, mentre un accumulatore al piombo già dall'80% comincia ad immagazzinare meno per effetto tampone, e in generale non accetta più del 15-20% del suo valore nominale in A come ricarica


  2. LATITUDINE la resa di un pannello a Capo Nord è differente da quella all'Equatore perchè il sole ha un'altra inclinazione. Senza paragoni troppo estremi, già restando in Italia si hanno grosse differenze tra nord e sud.

  3. RESE STRAORDINARIE in estate un pannello di buona qualità con un ottimo regolatore può produrre molto più della sua resa teorica (oltre il wattaggio massimo indicato nel datasheet), se si trova a lavorare nelle giuste condizioni

  4. CIELO COPERTO basta una nuvola che copre il sole e la resa del pannello cala drasticamente. Anche in condizioni in cui la visibilità è buona e non sta piovendo. 

    Questo perché per ottenere l'effetto fotovoltaico occorre la luce diretta.

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ACCESSORI UTILI

Si può personalizzare e migliorare un impianto solare aggiungendo degli accessori: vediamo i principali.

PARALLELATORE

Uno dei più diffusi è il PARALLELATORE che carica la batteria del MOTORE quando quelle di servizio sono piene. 

Esistono regolatori che lo hanno già al loro interno come QUESTO.

Funzionano però solo con accumulatori al piombo (AGM, gel e acido libero) mentre per IMPIANTI AL LITIO ci vuole il modello SPECIFICO perché i voltaggi di attivazione e disattivazione sono differenti.


È un ottimo accessorio per il RIMESSAGGIO o per il CAMPEGGIO prolungato: tutte le batterie rimangono cariche senza dover tenere il camper COLLEGATO alla 220V esterna con il CARICABATTERIE acceso.


USCITA DIRETTA

Molti regolatori sono dotati di un'uscita a 12V protetta da fusibile (10 o 20A solitamente) che permette di usare la corrente prodotta in quel momento dal sole, senza passare dalle batterie.

I modelli SMART di VICTRON sono anche programmabili: ideali per accessori come LUCI, OBLÒ CON VENTOLA...


A quasi tutti i regolatori è abbinato un display con cavo.

Installato in un punto strategico è utile per controllare il voltaggio delle batterie e poter gestire meglio i consumi.

I modelli più evoluti danno numerose altre informazioni, dall'energia prodotta alla potenza istantanea.

Ovviamente per monitorare tutti i valori di carica e scarica di una batteria con precisione e affidabilità dobbiamo usare PRODOTTI DEDICATI.

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COME COLLEGARE L'IMPIANTO

collegare impianto solare camper

Abbiamo già visto come fissare il pannello solare, proseguiamo ora con il resto dell'impianto solare dentro al camper.

I cavi, come già detto, entrano dal PASSATETTO e vanno verso il regolatore che va installato il più vicino possibile alle batterie per ridurre la dispersione, in particolar modo se stiamo usando un MPPT con pannelli ad alto voltaggio.

Per il giusto ordine di collegamento elettrico dei vari cavi al regolatore fare sempre riferimento al manuale di istruzioni originale del produttore.

I CAVI devono essere della sezione adeguata in base a carico e distanza (QUI il calcolatore per stimarli) e si mette infine un fusibile sul positivo in uscita di protezione.

Montarne uno RIARMABILE permette di usarlo anche come interruttore per escludere l'impianto solare dal resto in caso di problemi.

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Sfruttare l'energia del sole per avere energia sul camper è un'ottima cosa sia per noi che per l'AMBIENTE: speriamo che questa guida ti abbia aiutato a capire come farlo al meglio sul tuo camper.


QUI puoi scaricare il PDF stampabile.

Redigere questa guida ha richiesto molto tempo: raccolta delle informazioni, scrittura e impaginazione passando per la parte grafica (foto e schemi).

È un lavoro di più persone, che condividiamo gratuitamente perchè pensiamo possa essere utile a molti.

Per questo apprezziamo molto ogni commento o condivisione di questa guida con altri camperisti: ci fa sentire utili e ci aiuta a crescere in visibilità e posizionamento sui motori di ricerca ("autorità").

Ti ringraziamo in anticipo e, per non perderti nessuna delle nostre guide (nuova o aggiornata), non dimenticare di iscriverti alla nostra newsletter e di seguirci sui social!

6 commenti

Marco
Marco

Complimenti, guide chiare e ben fatte

destinazionecamper
destinazionecamper

RISPOSTA PER GIAMPIETRO

Allora, con ordine:
1- più è alto il voltaggio tra il regolatore e il pannello e meno dispersione hai perchè circola meno corrente: sale V e scende A a parità di wattaggio (W=VxI)

2- avendo meno ampere circolanti tra pannello al regolatore dovresti mettere un fusibile di portata minore, corrispondente al valore di cortocircuito del pannello stesso (dichiarato nel datasheet): per semplificare si mette della portata nominale del regolatore di carica, tra lo stesso e la batteria. Così lavora a voltaggio costante oltretutto.
3- credo tu intenda l’uscita del regolatore di carica: può andare ad una scatola di distribuzione come questa della cbe https://destinazionecamper.com/collections/centraline-utenze-12v-camper/products/cbe-ds300-quadro-distribuzione-elettrica che ha la predisposizione, in questo modo vedi tutto dalla centralina di controllo delle utenze. altrimenti va diretto in batteria, senza problemi

Spero di aver risposto a tutti i tuoi dubbi
-Luca

Giampietro
Giampietro

Grazie per la guida semplice e chiara. Avrei bisogno di un paio di approfondimenti:
Mi pare di capire, in termini di resa, che sono preferibili i pannelli con voltaggio più alto.
In fase di collegamento il fusibile va messo prima o dopo il regolatore di carica? Ultimo quesito avendo una centralina che prevede il collegamento dei pannelli è opportuno collegare l’impianto alla centralina o è meglio andare direttamente alla BS? Grazie

Saretto
Saretto

Chiaro, limpido veramente fatta bene questa guida, a prova di camperistifacciotuttoio.🤣🥂

Luciano
Luciano

Veramente BRAVO.. sono nuovo camperista e avevo molta confusione… Ora non ho perfettamente in mano la situazione ma la sua spiegazione mi lascia libero di decidere cosa desidero….. Forse mi serve…. Qualche soldino in più per ottenere ciò che desidero ahahahah grazie

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