Con i LED il consumo dell'illuminazione è diventato marginale rispetto al resto dell'impianto. L'attenzione si è spostata sulla qualità della luce e sull'affidabilità dell'elettronica integrata nel corpo illuminante, che deve convivere con una tensione di bordo tutt'altro che stabile.
Cosa valutare prima di scegliere un corpo illuminante
Flusso luminoso e temperatura di colore
Il dato di riferimento è il flusso in lumen, non la potenza in watt: a parità di consumo la resa varia molto tra prodotti diversi.
La temperatura di colore cambia la percezione dello spazio. Le tonalità calde sono intorno ai 2700-3000K mentre quelle neutre partono dai 4000K per arrivare ai 6000 del bianco freddo.
Mescolare temperature diverse nello stesso ambiente produce un risultato disomogeneo: conviene fissare il valore prima e mantenerlo su tutti i punti luce della stessa zona.
Compatibilità con la tensione reale e con la dimmerazione
La tensione di bordo non resta a 12V: oscilla da circa 11 a oltre 14V a seconda dello stato di carica e della ricarica in corso.
I LED privi di un'adeguata regolazione interna sfarfallano, cambiano intensità o riducono la vita utile.
Se si prevede la regolazione dell'intensità, va verificato che i corpi siano dichiarati dimmerabili e compatibili con il tipo di regolatore scelto: non tutti lo sono, e l'abbinamento errato provoca sfarfallio o accensioni parziali.
Illuminazione esterna e fanaleria
Le luci esterne richiedono un grado di protezione adeguato all'esposizione diretta ad acqua, sale e lavaggi.
La fanaleria di segnalazione è un caso a sé: è soggetta a omologazione ed è specifica del modello di veicolo o di cellula.
Per la sostituzione serve il riferimento originale del componente, perché forma dell'attacco, cablaggio e interasse dei punti di fissaggio cambiano tra costruttori e anni di produzione.