Riscaldatori alimentati a gasolio per camper

Prodotti per riscaldare l'aria della cellula del camper usando il gasolio come fonte di alimentazione primaria.

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Informazioni utili sulla collezione

Il riscaldatore a gasolio attinge al serbatoio del veicolo e lavora quindi con una riserva di combustibile molto più capiente di una bombola. È la soluzione più diffusa sui furgoni camperizzati e su chi frequenta la sosta libera in inverno.

Va distinto fin da subito il tipo di distribuzione del calore: i modelli ad aria soffiano aria calda in canaline verso i punti di uscita, quelli idronici scaldano un liquido che circola in radiatori e spesso riscalda anche l'acqua sanitaria.

Cosa valutare prima di scegliere un riscaldatore a gasolio

Potenza corretta, non massima

La potenza va rapportata al volume della cellula e alla qualità dell'isolamento: 2kW coprono un van compatto, i 4kW servono su mezzi grandi, mansardati o poco coibentati.

Sovradimensionare è controproducente: un apparecchio troppo potente raggiunge subito la temperatura e resta quasi sempre al minimo, condizione in cui la combustione è incompleta e produce depositi carboniosi su candeletta e camera di combustione.

Un riscaldatore correttamente dimensionato lavora a regime più a lungo, si sporca meno e richiede meno interventi.

Consumi: carburante e corrente

Il consumo di gasolio si colloca indicativamente tra un decimo e mezzo litro all'ora secondo la potenza erogata, quindi una notte fredda incide poco sul serbatoio.

Il consumo elettrico è meno intuitivo: in avviamento la candeletta assorbe alcuni ampere per qualche minuto, poi il valore scende ma la ventola resta alimentata per tutto il funzionamento.

Il prelievo dal serbatoio avviene con un pescante che deve lasciare una riserva: il riscaldatore non può svuotarlo completamente, ma resta senza alimentazione prima che questo sia vuoto.

Installazione, comandi e manutenzione

Il montaggio richiede la foratura del pavimento per presa d'aria comburente e scarico fumi, che devono sfociare all'esterno in una zona dove i gas non possano rientrare nella cellula.

La pompa dosatrice va posizionata vicino al serbatoio e con l'inclinazione indicata dal costruttore.

I comandi vanno dal semplice rotativo alla centralina programmabile con termostato ambiente e temporizzazione.

Per l'uso in quota è utile la compensazione altimetrica, che corregge la miscela dove l'aria è più rarefatta. Candeletta e filtro sono consumabili, non guasti: vanno messi in conto nel tempo, insieme a un RILEVATORE DI MONOSSIDO a bordo.