Questa guida spiega come funziona un riscaldatore a gasolio per camper, quali regole rispettare nel montaggio, quanto consuma e come orientarsi tra i modelli disponibili.
COME FUNZIONA UN RISCALDATORE A GASOLIO
È un bruciatore alimentato da una pompa a impulsi che manda il gasolio in camera di combustione, qui viene acceso da una candeletta a incandescenza e scalda lo scambiatore attorno a cui una ventola soffia l'aria rimandandola in cellula calda.
La pompa è esterna, tutto il resto è racchiuso da una scocca protettiva plastica o metallica e l'insieme è gestito da una centralina che modula la velocità della ventola e la frequenza della pompa: per questo un riscaldatore a gasolio può erogare potenze molto diverse e mantenere la temperatura impostata.

L'avvio non è istantaneo: dopo l'accensione la centralina esegue un autotest, poi la candeletta si preriscalda fino a due minuti, quindi il riscaldatore parte al 100% della potenza per portare in temperatura la camera di combustione e solo dopo scende ai valori impostati. L'aria calda vera e propria arriva dopo tre-cinque minuti, il tempo che lo scambiatore si scaldi.

Allo spegnimento avviene il contrario: la pompa si ferma ma la ventola continua a girare per raffreddare camera di combustione e scambiatore. Interrompere l'alimentazione durante questo ciclo di spurgo è uno dei modi più rapidi per rovinare un riscaldatore, quindi lo stacca-batteria non va mai usato come interruttore.
DUE CIRCUITI D'ARIA SEPARATI
Dentro l'apparecchio scorrono due flussi d'aria separati:
- il primo è l'aria per la camera di combustione che viene aspirata dall'esterno, alimenta la fiamma ed esce dal tubo di scarico, sempre all'esterno
- il secondo è l'aria della cellula da riscaldare, che passa intorno allo scambiatore senza mai toccare la fiamma né i gas combusti.

Da qui derivano due conseguenze pratiche.
La prima è che il riscaldatore non consuma l'ossigeno della cellula e non ha bisogno di FINESTRE o OBLÒ socchiusi per funzionare, a differenza di una fiamma libera.
La seconda è che il calore prodotto è asciutto: la combustione produce vapore acqueo, ma finisce tutto fuori dallo scarico. L'aria calda mantiene le superfici sopra il punto di rugiada e i vetri restano liberi dalla condensa.
Per abbassare davvero l'umidità assoluta serve comunque ricambio d'aria, e chi vuole ottenerlo può far aspirare al riscaldatore aria fresca dall'esterno invece di ricircolare quella interna, accettando però tempi di riscaldamento più lunghi, consumi più alti e il rischio, se il montaggio è fatto male, di aspirare gas di scarico.
PER AMBIENTE, COMBINATO ARIA-ACQUA O IDRONICO: PRODOTTI DIVERSI
I riscaldatori a gasolio per ambienti soffiano aria calda in tubi appositi con bocchette per la diffusione.
I sistemi idronici e combinati scaldano un liquido o un accumulo d'acqua, e dallo stesso apparecchio ricavano riscaldamento e acqua sanitaria.
La scelta dipende da cosa manca a bordo. Su un van con BOILER già installato o senza doccia, un modello ad aria risolve il problema con la spesa più bassa. Su un mezzo da allestire da zero, o su un camper dove si vuole togliere del tutto il gas, un combinato evita di avere due apparecchi, due fori e due manutenzioni.
PERCHÉ SI MONTA
Il vantaggio più evidente è l'autonomia. Il riscaldatore pesca dal serbatoio del veicolo, quindi lavora su una riserva di decine di litri invece che su una bombola da sostituire, con la differenza che il gasolio si trova ovunque mentre attacchi e regolamenti delle bombole cambiano da un paese all'altro. Il secondo vantaggio è la velocità: in pochi minuti la temperatura sale, e alla massima potenza una cellula fredda si riprende in mezz'ora.
Ci sono anche dei contro, che è giusto mettere in conto:
- il riscaldatore ha bisogno di corrente continua dalla BATTERIA di servizio
- la pompa dosatrice fa un ticchettio metallico
- l'installazione richiede fori nel pavimento e nel serbatoio.
QUANTA POTENZA SERVE DAVVERO
La potenza va rapportata al volume della cellula e alla qualità dell'ISOLAMENTO. Un van ben coibentato di sei metri, con una decina di metri cubi d'aria, in una notte a pochi gradi sotto zero chiede circa un chilowatt: un 2kW copre la richiesta e tiene un margine per la fase di riscaldamento iniziale.
| Mezzo | Potenza consigliata |
|---|---|
| Minivan e van compatti (VW T5/T6/T7, Vito, Custom) | 2kW |
| Furgoni fino a L3H2 ben coibentati | 2kW |
| Furgoni L4H3, mezzi con molte superfici vetrate | 4kW |
| Motorhome, mansardati, camper poco isolati | 4kW |
Sovradimensionare sembra una scelta prudente, ma è il modo più comune per accorciare la vita dell'apparecchio. Un riscaldatore troppo potente raggiunge subito la temperatura e passa quasi tutto il tempo al minimo, condizione in cui la combustione è meno completa e lascia depositi carboniosi su candeletta e camera di combustione. Un apparecchio dimensionato bene lavora più a lungo a regime, si sporca meno e va in assistenza meno spesso.
CONSUMI, GASOLIO E CORRENTE
Un 2kW consuma tra 0,10 e 0,24 litri all'ora secondo la potenza erogata, un 4kW tra 0,12 e 0,51: una notte di otto ore a potenza media si traduce in poco più di un litro nel primo caso, in circa due litri e mezzo nel secondo.
Il consumo elettrico è meno intuitivo e pesa molto di più sull'autonomia. In avviamento la candeletta assorbe fino a un centinaio di watt per un paio di minuti, poi il valore scende: un 2kW si assesta tra 10 e 29W, un 4kW tra 10 e 57W, sempre a seconda della velocità della ventola.
Otto ore di funzionamento medio costano indicativamente 150-300Wh, cioè 13-25Ah prelevati dalle BATTERIE DI SERVIZIO.
Chi usa un accumulatore al piombo (avviamento, AGM o GEL) da 100Ah scopre in fretta che il vincolo invernale non è il gasolio ma l'accumulo: per farsi i conti prima di acquistare c'è il CALCOLATORE DEI CONSUMI ELETTRICI.

Da non dimenticare che anche da spento il riscaldatore resta in attesa e assorbe qualche decina di milliampere, un dettaglio che conta durante il RIMESSAGGIO.
COME SI INSTALLA
Le regole che seguono valgono per tutti i modelli di riscaldatori a gasolio: sono quelle che i costruttori riportano sui manuali e che, se disattese, portano a surriscaldamenti, errori ricorrenti e decadenza della garanzia.
DOVE POSIZIONARE IL CORPO MACCHINA
Il riscaldatore può stare dentro la cellula, dentro un gavone o all'esterno sotto il pianale. Sui camper allestiti in serie dalle CASE si trova spesso sottoscocca, sui FURGONI sotto il sedile del passeggero o dentro un mobile. In ogni caso la superficie d'appoggio deve essere piana e la flangia di montaggio deve essere l'unico punto di contatto con la carrozzeria.
Gli spazi liberi minimi sono 50mm davanti all'ingresso dell'aria, 150mm davanti all'uscita e 60mm sopra l'apparecchio, e vanno aumentati se si collegano le canaline. Il corpo raggiunge temperature elevate anche attraverso la scocca, quindi nessun materiale infiammabile o deformabile deve trovarsi nelle vicinanze, e nel passaggio dei tubi attraverso il pavimento serve materiale isolante ignifugo.

SCARICO E ARIA DI COMBUSTIONE
L'aria di combustione va prelevata sempre dall'esterno, mai dall'abitacolo, dal vano motore o da un gavone chiuso. Presa d'aria e scarico si montano sullo stesso lato del veicolo e a non meno di 20cm l'uno dall'altra, perché se il riscaldatore ri-aspira i propri gas di scarico la fiamma può tornare indietro verso la ventola e fondere il gruppo di aspirazione.
Il tubo di scarico arriva a 500°C in esercizio, va tagliato alla lunghezza necessaria entro un massimo di due metri, montato con una leggera pendenza verso l'uscita e isolato dove attraversa pavimento o fiancata. L'estremità va rivolta verso il basso e mai nella direzione di marcia, lontano da finestre e porte apribili, con il terminale di protezione montato: senza, l'aria rientra nel tubo e il funzionamento ai carichi bassi diventa instabile. Il silenziatore in dotazione è a tenuta stagna e se viene montato all'esterno vuole un foro da 5mm per lo scarico della condensa.

PRELIEVO DEL GASOLIO
La strada migliore è il pescante dedicato installato sulla parte superiore del serbatoio, con l'estremità tagliata a 45° e posizionata abbastanza in alto da lasciare sempre una riserva per il motore. Il raccordo a T sulla linea di alimentazione del veicolo è ammesso solo se in quel tratto non c'è pressione, quindi è quasi sempre escluso sui mezzi moderni con pompa in immersione; in nessun caso si preleva dal ritorno o a valle della pompa ad alta pressione.
La pompa dosatrice va installata entro un metro dal serbatoio, sotto il livello minimo del carburante ma non più di 70cm più in basso, leggermente inclinata verso l'alto e fissata al supporto in gomma antivibrante che serve a non trasmettere il ticchettio alla scocca. Le TUBAZIONI vanno tenute corte, fissate a distanze regolari e lontane da fonti di calore, e le fascette non vanno strette oltre il necessario perché si rompono con facilità.

CANALIZZAZIONI E BOCCHETTE
L'impianto di distribuzione deve partire dal diametro previsto dal costruttore, 60mm sui 2kW e 90mm sui 4kW, e solo a valle può essere ridotto con gli adattatori. Partire più stretti significa mandare il riscaldatore in surriscaldamento. Il primo metro va tenuto il più dritto possibile, le curve e le derivazioni vanno limitate perché ognuna toglie portata, e almeno una bocchetta deve essere del tipo non richiudibile: se si chiudono tutte, l'apparecchio si spegne in protezione.

I tubi devono essere stabili fino a 130°C, e questo è il motivo per cui i TUBI IN CARTONE delle stufe a gas non possono essere collegate direttamente all'uscita di un riscaldatore a gasolio: i primi metri devono essere quelli specifici, poi si può proseguire sull'impianto esistente. In pratica un 2kW riesce a servire due o tre uscite ben posizionate, un 4kW arriva a quattro o cinque; i tratti che passano in zone fredde vanno coibentati, altrimenti il calore si perde per strada.
COLLEGAMENTO ELETTRICO
L'alimentazione va portata direttamente alla batteria, con il fusibile in dotazione e un cavo adeguato alla lunghezza: la caduta di tensione è la causa numero uno di spegnimenti e mancate accensioni, e il riscaldatore si ferma da solo sotto i 10V.
La sezione giusta si trova in un minuto con il CALCOLATORE DELLA SEZIONE DEI CAVI, mentre per il dimensionamento dell'insieme resta valida la GUIDA ALL'IMPIANTO ELETTRICO.
OMOLOGAZIONE, COLLAUDO E RISCALDATORI CINESI
Un riscaldatore destinato a un veicolo stradale deve essere omologato ECE R122 per gli impianti di riscaldamento e ECE R10 per la compatibilità elettromagnetica.
I riscaldatori di importazione a basso costo non sono più tutti privi di omologazione: alcuni marchi che li rivendono dichiarano oggi numeri di omologazione R122 e R10 regolari. Il punto è verificarli, perché un marchio "E" da solo può riferirsi alla sola compatibilità elettromagnetica e non copre affatto l'impianto di riscaldamento, e perché resta il problema della qualità di assemblaggio, che su questi prodotti è variabile anche all'interno dello stesso lotto.
Chi valuta questa strada dovrebbe mettere in conto tre cose: l'assenza di una rete di assistenza e di ricambi tracciabili, la difficoltà di farsi consegnare la documentazione di conformità dal responsabile UE, e le conseguenze assicurative di un'installazione non conforme in caso di incendio. Su un mezzo da portare a collaudo il rischio è concreto e va evitato in partenza; su un mezzo già immatricolato la scelta resta di chi la fa, purché sia consapevole.
SI PUÒ USARE IN SOSTA LIBERA?
No, e conviene saperlo prima di contare sul riscaldatore per passare la notte in un parcheggio. L'articolo 185 del Codice della Strada distingue la sosta dal campeggio, e tra i comportamenti che fanno scattare la sanzione rientra l'accensione di motori ausiliari come generatori e riscaldatori a gasolio. Il quadro completo, con le differenze tra sosta libera, aree attrezzate e campeggi, è nella GUIDA AI TIPI DI SOSTA.
Resta un apparecchio a combustione, e come tale va accompagnato da un RILEVATORE DI MONOSSIDO a bordo: lo scarico è stagno per progetto, ma una fascetta allentata o una crepa nel tubo dopo anni di vibrazioni sono eventi possibili.
MANUTENZIONE
La manutenzione ordinaria è poca cosa ma va fatta. Una volta al mese, anche d'estate e anche se il riscaldatore non serve, va acceso per una ventina di minuti alla massima potenza: serve a bruciare i depositi nella camera di combustione e a evitare che si formi una patina viscosa sulle parti mobili della pompa, una delle cause più frequenti di guasto precoce.
Una volta l'anno si controllano la tenuta delle tubazioni del carburante, lo stato e la corrosione dello scarico, la pulizia dei tubi di aspirazione e delle canaline, e l'ossidazione dei contatti elettrici. Chi usa un serbatoio dedicato deve sostituire il gasolio almeno una volta a stagione, perché il combustibile fermo per mesi lascia sedimenti che intasano la pompa. In inverno serve gasolio invernale, come per il motore, e durante un rimessaggio lungo conviene scollegare l'alimentazione del riscaldatore.
Candeletta, schermo della candeletta e filtri sono materiali di consumo, non guasti: prima o poi vanno sostituiti e il costo va messo in conto.
COSA TROVI IN NEGOZIO
La gamma è divisa in due collezioni: gli apparecchi completi stanno tra i RISCALDATORI A GASOLIO, mentre comandi, staffe, tubazioni e ricambi di montaggio sono raccolti negli ACCESSORI PER RISCALDATORI.
AUTOTERM AIR 2D e AIR 4D
Sono gli ex Planar: stesso prodotto, stessa fabbrica, cambiato solo il nome commerciale, con il vecchio 44D diventato AIR 4D e il 2D rimasto AIR 2D. Manuali e ricambi si trovano sotto entrambe le denominazioni.
Il loro punto di forza è l'ecosistema: quattro comandi diversi, modem per l'accensione a distanza, sonde, staffe e contenitori dedicati permettono di costruire l'installazione su misura del mezzo. Chi preferisce partire da una configurazione già decisa trova il KIT COMPLETO 2D e il KIT COMPLETO 4D, che comprendono comando, tubi, bocchette e contenitore.
I punti di fissaggio a passo standard permettono nella maggior parte dei casi di sostituire un riscaldatore di altra marca riutilizzando la foratura esistente.
CARBEST VANHEAT 2.0 e 4.0 DH
Il VANHEAT 2.0 e il VANHEAT 4.0 DH arrivano con tutto il necessario, comando compreso: unità di controllo con display OLED, manopola, timer settimanale e tre modalità di funzionamento tra potenza variabile, termostato e sola ventilazione. Nella scatola ci sono anche pescante, filtro, raccordi a T, tubazioni, piastra di montaggio e minuteria.
La differenza più interessante rispetto ai concorrenti è l'adattamento all'altitudine fino a 5.000 metri senza kit aggiuntivi, contro i 4.200 metri degli Autoterm e i 2.200 metri della versione standard di diversi modelli tedeschi. Chi frequenta valichi alpini e altipiani in inverno lo apprezza. Il rovescio della medaglia è la personalizzazione: la gamma di accessori si limita a quelli previsti dal costruttore.
| Autoterm Air 2D | Carbest VanHeat 2.0 | Autoterm Air 4D | Carbest VanHeat 4.0 DH | |
|---|---|---|---|---|
| Potenza termica | 0,8 - 2kW | 0,85 - 2kW | 1 - 4kW | 0,9 - 4kW |
| Consumo gasolio | 0,10 - 0,24 l/h | 0,14 - 0,27 l/h | 0,12 - 0,51 l/h | 0,11 - 0,51 l/h |
| Consumo elettrico | 10 - 29W | 14 - 29W | 10 - 57W | 8 - 34W |
| Portata d'aria | fino a 86m³/h | fino a 93m³/h | fino a 168m³/h | fino a 163m³/h |
| Uscita aria calda | Ø60mm | Ø60mm | Ø90mm | Ø90mm |
| Quota massima | 4.200m | 5.000m | 4.200m | 5.000m |
| Peso | 2,9kg | 2,7kg | 5,5kg | 4,6kg |
| Comando incluso | no | sì | no | sì |
TRAVELBOX 2.0, IL RISCALDATORE PORTATILE
Il TRAVELBOX 2.0 racchiude un Air 2D, una batteria con caricabatterie e un serbatoio da 5 litri in una cassa da 50 x 40 x 20cm che pesa 22,5kg a pieno carico. Si accende con un interruttore su quattro livelli di potenza e scalda fino a otto ore alla massima erogazione. È la risposta per chi non vuole forare il mezzo, per tende da tetto e strutture non riscaldate, o per chi cambia veicolo spesso.
COMANDI E ACCESSORI
Sugli Autoterm il comando si sceglie a parte.
- il MINI CONTROL è l'essenziale, con manopola e schermo ridotto, e per lavorare a temperatura ha bisogno della SONDA DI TEMPERATURA separata
- il COMFORT CONTROL aggiunge display OLED, tre timer programmabili, modalità termostato, sensore integrato, controllo della tensione di batteria e il promemoria per il ciclo di pulizia della camera di combustione
- il TOUCH CONTROL porta le stesse funzioni su un touchscreen a colori da 2,8"
- il QSTART, infine, è un modem GSM e LTE che accende e spegne il riscaldatore dal telefono, utile per trovare il camper caldo all'arrivo.
Se il pannello va montato lontano dall'apparecchio servono le PROLUNGHE ORIGINALI.
Per il montaggio ci sono le STAFFE A PAVIMENTO in inox, che portano sotto il pianale pompa, scarico e aspirazione liberando spazio in cellula, la STAFFA DEDICATA AI VW T5 E T6, il CONTENITORE ESTERNO IN INOX per chi installa fuori dal veicolo e il KIT TIGHT SPACE quando lo spazio davanti alle bocche è insufficiente. La distribuzione dell'aria si compone con TUBI, RACCORDI E BOCCHETTE, mentre il TUBO DI SCARICO IN INOX serve quando quello in dotazione non basta a raggiungere l'esterno. Per i VanHeat esiste la linea ACCESSORI CARBEST dedicata.
QUALE SCEGLIERE
Autoterm conviene a chi vuole costruirsi l'installazione pezzo per pezzo, a chi cerca il comando remoto da telefono e a chi prevede di sostituire un apparecchio esistente sfruttando la foratura già presente. Carbest conviene a chi vuole aprire una scatola e trovarci dentro tutto, compreso il pannello, e a chi viaggia spesso in quota.
DOMANDE FREQUENTI
Il riscaldatore può lasciarmi a piedi svuotando il serbatoio?
No, se l'installazione è fatta a regola d'arte. Il pescante viene tagliato in modo da restare più in alto rispetto al fondo del serbatoio: quando il livello scende sotto quella quota il riscaldatore smette di alimentarsi, ma il motore ha ancora carburante disponibile. Chi vuole indipendenza totale può montare un serbatoio dedicato, ricordandosi di sostituire il gasolio a ogni stagione.
Si può tenere acceso mentre si guida?
Sì, è una delle modalità d'uso previste e anzi è il modo più efficiente di scaldare la cellula prima di una sosta, perché la corrente arriva dall'alternatore. Va invece obbligatoriamente spento durante il rifornimento.
Quanto rumore fa?
Le fonti sono due. La ventola produce un fruscio che cresce con la potenza e si sente soprattutto se le canaline sono collegate anche all'aspirazione. La pompa dosatrice fa un ticchettio metallico regolare, che si trasmette alla scocca se il supporto in gomma antivibrante non viene usato o se la pompa viene fissata su una lamiera che fa da cassa armonica. Posizionarla lontano dalla zona notte e su un supporto smorzante risolve gran parte del problema.
Si può alimentare con HVO o biodiesel?
Autoterm dichiara la compatibilità con gasolio EN590 e con HVO100 secondo EN15940. Il biodiesel tradizionale e le miscele ad alto tenore di FAME sono un'altra cosa e vanno evitati, perché lasciano depositi nella camera di combustione e nella pompa. In inverno va usato gasolio invernale come per il motore: alle basse temperature il rischio di paraffinatura riguarda anche la linea del riscaldatore.
Perché parte e si spegne subito dopo?
Nella maggior parte dei casi la causa è la tensione. La centralina interrompe il funzionamento quando scende sotto i 10V, condizione che si presenta con batterie scariche ma anche con cavi troppo sottili rispetto alla distanza. Le altre cause ricorrenti sono aria nel circuito del carburante dopo il primo montaggio, scarico o presa d'aria parzialmente ostruiti e candeletta a fine vita. Dopo due tentativi di avvio falliti l'apparecchio si blocca e mostra il codice di errore.
Posso montarlo da solo?
Tecnicamente è alla portata di chi ha buona manualità, e moltissime installazioni su van vengono fatte così. Va però messo in chiaro che i costruttori prevedono l'intervento di personale qualificato: un montaggio non conforme al manuale fa decadere la garanzia, e in caso di sinistro con danni da incendio un'installazione fatta male è un problema anche sul piano assicurativo.
Posso sostituire un Webasto o un Eberspächer con un Autoterm?
Nella maggior parte dei casi sì, perché i punti di fissaggio hanno passo standard e la foratura esistente si riutilizza. Vanno però verificati tre punti: il diametro del tubo di scarico, che sugli Air 2D e 4D è da 24mm interni, il diametro delle canaline, che deve partire da 60 o 90mm secondo il modello, e l'impianto di alimentazione, che va rimosso completamente. Pompa, tubi e cablaggi della vecchia marca non si riutilizzano: portate e diametri diversi mandano in blocco la centralina nuova.
Quanto dura un riscaldatore a gasolio?
La garanzia di riferimento è di 24 mesi o 2.000 ore di funzionamento. La durata reale dipende quasi interamente da come viene usato: un apparecchio dimensionato correttamente, acceso ogni mese anche fuori stagione e con la manutenzione annuale fatta arriva senza problemi ben oltre quelle ore, mentre uno sovradimensionato tenuto sempre al minimo inizia a dare errori di accensione dopo poche stagioni.
Scrivere questa guida ha richiesto molto tempo: raccolta delle informazioni, scrittura e impaginazione passando per la parte grafica (foto e schemi). È un lavoro di più persone, che condividiamo gratuitamente perchè pensiamo possa essere utile a molti.
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1 commento
Grazie per la quantità e qualità di informazioni su questo argomento