L'impermeabilità del camper dipende dalle sigillature.

Le sigillature impediscono all'acqua di entrare nella STRUTTURA e provocare INFILTRAZIONI che restano nascoste a lungo. Tenerle in ordine è la manutenzione che più di ogni altra fa durare il camper nel tempo.
Questa guida spiega come sono fatte le sigillature primarie e quelle secondarie, quali prodotti usare per ciascuna e come rifarle passo passo, con i trucchi che semplificano il lavoro e gli errori da non commettere.
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Prima di smontare qualcosa conviene leggere il libretto di garanzia.
Molte case costruttrici offrono una garanzia sulle infiltrazioni di diversi anni, valida solo se il mezzo esegue i controlli periodici previsti presso la rete ufficiale: un intervento fai-da-te sulle sigillature durante quel periodo può farla decadere.
Rifare le sigillature primarie è un lavoro lungo, che richiede attenzione e manualità. Chi non si sente sicuro deve rivolgersi a un'officina specializzata: i contenuti di questa guida hanno scopo puramente informativo, senza alcuna assunzione di responsabilità.
COSA SONO
La sigillatura è la barriera che impedisce all'acqua di entrare dove due parti del camper si incontrano.

Un camper ne ha molte: lungo le giunzioni tra tetto e PARETI, attorno a ogni accessorio montato nelle APERTURE, sotto la base di tutto quello che è avvitato alla carrozzeria.

La cellula non è un blocco rigido: in marcia vibra e torce, al sole dilata e di notte si contrae. Alluminio, vetroresina, plastica e legno lo fanno ciascuno in misura diversa, per questo i giunti non si incollano in modo rigido ma si sigillano con prodotti che restano elastici o plastici e seguono i movimenti.
Quando una sigillatura cede, l'acqua entra nella parete, che nella maggior parte dei camper è un sandwich di rivestimento esterno, isolante e listelli di legno. Il legno la assorbe e la trasporta lontano dal punto d'ingresso: la macchia che compare all'interno spesso non si trova dove la sigillatura ha ceduto e, quando diventa visibile, il danno è già avanzato.

Le sigillature si dividono in due tipi: PRIMARIE (o strutturali) e SECONDARIE (o aggiuntive). Svolgono la stessa funzione, ma sono diverse per concezione, posizione e materiali.

Tra camperisti, quando si parla genericamente di "sigillature", di solito si intendono le seconde.
SIGILLATURE PRIMARIE
Si fanno in fabbrica, tra due parti accoppiate e avvitate, con un mastice che lavora schiacciato.
Le hanno tutti i camper costruiti a pannelli. Fanno eccezione i FURGONI, che hanno una scocca metallica autoportante fatta di lamiere saldate, e i monoscocca in vetroresina come i WINGAMM, che sono un blocco unico. Anche su questi mezzi, però, finestre, oblò e accessori montati in un secondo momento hanno le loro sigillature.
Sono le principali responsabili dell'impermeabilità del camper e si trovano lungo la giunzione tra tetto e pareti, sotto le cornici di FINESTRE, OBLÒ, PORTE E PORTELLONI e sotto le basi degli accessori. Come installarli correttamente è spiegato nella GUIDA AL MONTAGGIO DEGLI ACCESSORI NELLE APERTURE.
Il punto più delicato è l'unione tra tetto e pareti. Che siano rivestiti di lamiera o di VETRORESINA, nella maggior parte dei camper la giunzione è coperta da una GUARNIZIONE in gomma con uno strato di MASTICE, tenuta in posizione da una RILOGA metallica a L, detta copribordo.
Le viti nella scanalatura centrale del copribordo fissano il tutto e sono protette dalla GUARNIZIONE COPRIVITI.

Il mastice è un butilico: non indurisce, resta plastico e sigilla perché è schiacciato tra le due superfici, non perché le incolla. A tenere insieme i pezzi sono le viti, ed è per questo che il giunto si può smontare e rifare anche dopo molti anni.
Col tempo, però, il mastice fuoriesce dai bordi della guarnizione, spinto dalla compressione e dai cicli di caldo e freddo. Il risultato è antiestetico ma di solito non porta infiltrazioni, se non nei casi più gravi, e si risolve togliendo l'eccesso con una spatola di plastica e un taglierino, dopo averlo ammorbidito con il petrolio bianco.
Il fenomeno è più evidente sui mezzi con butilico bianco sotto i profili, molto usato da alcune case allestitrici come RIMOR: il materiale che sborda si sporca e lascia le famose "colature".
Di fatto la quantità di sigillante nel giunto diminuisce e la barriera si indebolisce. Il butilico ha inoltre una vita utile: dopo 10-15 anni non sono più garantite le proprietà originali di tenuta, elasticità e adesività.
La guarnizione copriviti invecchia prima del resto: esposta al sole perde elasticità, si indurisce e si ritira. L'acqua entra nella canalina, raggiunge le teste delle viti e scende lungo la filettatura fino al legno.
Un camper di fascia media esce dalla fabbrica progettato per restare impermeabile almeno 10 anni, ma l'uso INVERNALE e il modo in cui viene RIMESSATO pesano molto sulla durata delle sigillature. In generale conviene controllarle ogni anno, senza aspettare le prime infiltrazioni per intervenire.
SIGILLATURE SECONDARIE
Sono cordoni di sigillante elastico stesi all'esterno, lungo il perimetro di ciò che tocca o attraversa il rivestimento.
Si fanno con un SIGILLANTE elastico specifico per esterni, a base di polimeri a terminazione silanica (STP, MS polimero o SiMP, a seconda del produttore): indurisce con l'umidità dell'aria restando elastico per seguire i movimenti della cellula senza staccarsi.
Proteggono la sigillatura primaria da acqua stagnante, raggi UV e lavaggi, e formano una barriera continua tra elementi diversi: cornici degli accessori per le aperture, paraurti, attacchi dei PORTABICI a parete...
Si fanno su tutto ciò che ha un profilo rigido, mai sulle GUARNIZIONI in gomma, che devono restare libere di lavorare.
Hanno anche una funzione estetica. Sui camper di serie sono spesso assenti o limitate a pochi punti, e aggiungerle è uno dei lavori più comuni nel FAI-DA-TE dei camperisti.
Una cosa però non possono fare: sostituire una sigillatura primaria che ha ceduto. Un cordone steso sopra un giunto già infiltrato chiude l'acqua dentro, invece di tenerla fuori.
I PRODOTTI GIUSTI
Per sigillare un camper servono due famiglie di prodotti con compiti diversi, più una terza per gli incollaggi. Il prodotto sbagliato nel posto sbagliato è all'origine di buona parte dei lavori da rifare.
BUTILICI
Sono i mastici delle sigillature primarie: restano plastici per sempre e sigillano solo se compressi.
Si posano tra due superfici accoppiate, come copribordo, cornici e basi degli accessori. Serrando le viti il materiale riempie ogni irregolarità e forma una barriera praticamente impermeabile (anche al vapore).
Non vanno mai usati come cordone esterno a vista: senza compressione non sigillano, trattengono la sporcizia e con il caldo possono colare.
Esistono in rotolo e in cartuccia. Il rotolo ha spessore costante, si posa pulito ed è la scelta naturale per profili e cornici: la larghezza si sceglie in base alla battuta del pezzo da sigillare. La cartuccia si estrude con la pistola e conviene sulle sedi irregolari, sulle viti e sui fissaggi passanti.
Tra i rotoli, il TEROSON RB 81 è il classico butilico nero, con larghezze da 15 a 60mm. Il TEROSON RB 274 è bianco e molto adesivo, adatto a pareti e profili chiari. Il TEROSON RB VII, bianco da 20 × 2mm, ha invece un'adesività iniziale bassa: sigilla ma non trattiene i pezzi, che vanno fissati subito, ed è indicato tra lamiere e pannelli sovrapposti.
In cartuccia ci sono il DEKASEAL 8936, a base di poliisobutene, che non indurisce mai ed è il più indicato per viti e fissaggi passanti (non è verniciabile), e il SIKALASTOMER 710, un butilico con solventi che fa una pelle superficiale, ritira un po' asciugando e va applicato tra 10 e 35°C.
Il colore si sceglie in base a quello della parete, perché un filo di materiale resta sempre visibile lungo il bordo.
SIGILLANTI ELASTICI
Sono i prodotti delle sigillature secondarie: induriscono con l'umidità dell'aria e restano elastici.
A differenza dei butilici incollano, quindi una volta induriti si tolgono solo tagliandoli: per questo non si usano sotto le flange degli accessori che un giorno si vorranno smontare.
Per i cordoni esterni a vista servono prodotti stabili ai raggi UV, che non ingialliscono e non si crepano al sole. Il riferimento è il SIKAFLEX 521UV, in bianco, nero e grigio, che una volta indurito si può anche levigare e verniciare. Un'alternativa con colore stabile è il SIMP-SEAL 640 di NPT.
Per i giunti non a vista, sotto un profilo o dietro una cornice, conta soprattutto l'elasticità: vanno bene il SIKAFLEX 515, il più morbido della gamma, o il DEKASYL MS-1, che fa la pelle in circa 10 minuti e va quindi lisciato appena steso.
Quando il giunto deve anche tenere, come nei profili di bordo, servono adesivi sigillanti più tenaci come il DEKASYL MS-2 o il SOKEM MS POLIMER, disponibile anche in sacchetti da 600ml per i lavori lunghi. Il SIKAFLEX 522, a basse emissioni, è pensato soprattutto per l'interno della cellula, ma resiste anche all'esterno.
Prima di sigillare su una plastica va sempre letta la scheda tecnica: alcuni prodotti non sono adatti al policarbonato e all'acrilico (PMMA), il materiale dei doppi vetri delle finestre, che può creparsi. Il cordone va steso sulla cornice, mai sul vetro.

COLLE POLIURETANICHE
Le COLLE poliuretaniche e strutturali hanno una tenuta molto superiore e servono per incollare: PANNELLI SOLARI, spoiler, rivestimenti, parti della struttura.
Come sigillanti sono una cattiva scelta. Sotto la flangia di un oblò o di una finestra rendono distruttivo qualsiasi smontaggio futuro: per staccare il pezzo si finisce per strappare la lamiera o rompere la cornice.
IL SILICONE
Il comune silicone da edilizia non va mai usato sull'esterno del camper.
Quello acetico, riconoscibile dall'odore di aceto, libera acido mentre indurisce e può intaccare le parti metalliche, a partire dalle viti che dovrebbe proteggere. Inoltre aderisce poco sulle superfici verniciate e, con le vibrazioni della marcia, tende a staccarsi.
Il problema più grande arriva dopo: sui residui di silicone quasi nessun sigillante fa più presa, quindi ogni intervento successivo su quel punto diventa più difficile e meno affidabile.
Il vecchio silicone va ammorbidito con un rimuovi silicone come il LEVASIL di NPT e asportato meccanicamente. Dove non si riesce a eliminarlo del tutto, il SOKEM MS POLIMER dichiara di aderire anche sui residui, ma va sempre fatta una prova preliminare.
QUALE PRODOTTO PER QUALE LAVORO
| Lavoro | Tipo di prodotto | Prodotti |
|---|---|---|
| Giunzione tetto-pareti | butilico in rotolo o guarnizione con mastice | TEROSON RB 81, TEROSON RB 274, GUARNIZIONI COPRIBORDO CON MASTICE |
| Viti e fissaggi passanti | butilico in cartuccia | DEKASEAL 8936, SIKALASTOMER 710 |
| Montaggio di finestre, oblò e portelloni | butilico in rotolo | TEROSON RB 81, TEROSON RB 274, TEROSON RB VII |
| Cordone esterno a vista | sigillante elastico stabile ai raggi UV | SIKAFLEX 521UV, SIMP-SEAL 640 |
| Canalina dei copriviti | sigillante elastico stabile ai raggi UV | SIKAFLEX 521UV |
| Giunti esterni non a vista | sigillante elastico morbido | SIKAFLEX 515, DEKASYL MS-1 |
| Profili che devono anche tenere | adesivo sigillante | DEKASYL MS-2, SOKEM MS POLIMER |
| Superfici con residui di silicone | MS polimero, previa prova | SOKEM MS POLIMER |
PRIMA DI INIZIARE
Le condizioni in cui si lavora contano quanto i prodotti. Serve tempo asciutto, possibilmente all'ombra e tra 15 e 25°C. I sigillanti elastici si applicano in genere tra 5 e 35-40°C, a seconda del prodotto, ma con il freddo induriscono molto più lentamente e il butilico diventa duro da lavorare.
Anche il sole diretto è un problema: la lamiera si scalda ben oltre la temperatura dell'aria, il sigillante fa la pelle troppo in fretta, intrappola bolle e aderisce peggio. Le superfici devono essere perfettamente asciutte, rugiada del mattino compresa.
Prima di aprire qualsiasi giunto conviene lavare la zona con acqua e SGRASSATORE UNIVERSALE, risciacquare bene e lasciare asciugare: così lo sporco resta fuori invece di finire nel giunto.
Il tetto della maggior parte dei camper non è calpestabile: sotto un rivestimento sottile c'è un isolante che il peso concentrato di un piede o di un ginocchio schiaccia in modo permanente. Per lavorarci sopra si stendono tavole o pannelli rigidi appoggiati vicino al perimetro, dove sotto corrono i listelli della struttura, con una coperta in mezzo per non graffiare.

I copribordo conviene rifarli un lato alla volta, così il mezzo non resta mai aperto a lungo, tenendo a portata di mano un telo per coprire la zona in caso di pioggia.
COME RIFARE LE SIGILLATURE PRIMARIE
Le sigillature hanno una durata limitata dalla natura dei materiali e prima o poi vanno rifatte. Qui si descrive l'intervento sulla giunzione tra tetto e pareti, il più impegnativo; per finestre, oblò e portelloni il procedimento è nella guida al montaggio citata prima.

SMONTAGGIO
Si comincia togliendo la guarnizione copriviti. Di solito è fissata con una vite a vista all'inizio e una alla fine, mentre il resto sta in sede a pressione e basta tirarla per sfilarla.
Una volta tolta si butta: a differenza delle altre parti non è riutilizzabile, perché è la più esposta al sole e invecchia molto prima.
Si passa quindi alle viti del COPRIBORDO. Se sono arrugginite lungo tutto il filetto, o girano a vuoto, la parete potrebbe essere già infiltrata.
Per quelle bloccate dalla ruggine aiutano un po' di WD-40 e un colpo secco di martello sul manico del cacciavite infilato nella testa, prima di provare a svitarle. Quelle che girano a vuoto nel legno marcio si estraggono facendo leva sotto la testa con la lama del taglierino mentre si svita, così il filetto torna a mordere. L'estremo rimedio è forarle: non importa se si allarga il foro nel profilo, perché al rimontaggio si può usare una vite più grossa o forare un altro punto.
Il copribordo va staccato in modo progressivo lungo tutta la sua lunghezza, aiutandosi con cunei o spatole di plastica, senza piegarlo, soprattutto verso destra o sinistra.
Se succede, si raddrizza avvitandolo progressivamente su un listello di legno dritto: scaldarlo con moderazione con la PISTOLA AD ARIA CALDA lo rende più docile. Le pieghe laterali sono più difficili, perché in quella direzione il profilo non ha fori: si può provare con i MORSETTI e, se non basta, forarlo per raddrizzarlo e poi STUCCARE i fori.
Tutto questo si può fare anche durante il rimontaggio, ma si rischia di sforzare listelli già datati che devono durare ancora molti anni.
Resta la guarnizione con il vecchio mastice, che si toglie con spatola e taglierino tenendo la lama parallela alla superficie, per non incidere la vernice o il gelcoat. Spatole metalliche e spazzole abrasive vanno evitate, soprattutto sulla lamiera.

CONTROLLO DELLA STRUTTURA
Le condizioni delle viti tolte danno già un'idea dello stato delle pareti. In caso di dubbi si può sollevare il bordo della copertura del tetto, che in genere è solo appoggiata e fissata con qualche graffetta, e guardare la struttura sotto: si scoprono così i principi di infiltrazione e si possono sostituire i listelli intaccati prima che marciscano.

Un igrometro per legno aiuta a capire fin dove arriva l'umidità: si misura dall'interno lungo il bordo del tetto, negli angoli e attorno alle finestre, confrontando i valori con una zona sicuramente asciutta.
Se il legno è marcio, prima di sigillare va riparata la struttura, come spiegato nella guida alle INFILTRAZIONI.
PULIZIA DELLE SUPERFICI
Una sigillatura tiene quanto la superficie su cui è posata.
I residui di butilico si sciolgono con il petrolio bianco, che non intacca la vernice. Lascia però una pellicola oleosa su cui nessun sigillante aderisce, quindi va sempre seguito da uno sgrassaggio con alcol isopropilico o con il pulitore della stessa marca del sigillante, tra i prodotti di PREPARAZIONE E FINITURA.
Si lavora con due panni puliti: il primo, imbevuto, scioglie lo sporco; il secondo, asciutto, lo porta via prima che il solvente evapori e lo ridepositi. Poi si aspettano 10-15 minuti, perché il solvente rimasto sulla superficie finirebbe intrappolato sotto il nuovo prodotto, compromettendone l'adesione.
Sulla lamiera verniciata va prestata la massima attenzione a non rovinare la verniciatura in tutte queste fasi.
COSA RIUSARE E COSA SOSTITUIRE
Il mastice va sempre sostituito, così come la guarnizione copriviti.
La guarnizione in gomma sotto il copribordo si può pulire e riusare, stendendoci sopra un butilico in rotolo come il TEROSON RB 81 o il TEROSON RB 274. In alternativa si sostituisce: esiste SENZA MASTICE, da abbinare al nastro, oppure già pronta CON IL MASTICE, nei modelli usati di serie sui marchi del gruppo Trigano come Rimor, McLouis e Roller Team.
Alcuni sconsigliano di riusarla perché è impossibile far coincidere i vecchi fori con i nuovi. In realtà è ininfluente: restano schiacciati tra il mastice sotto e il copribordo sopra, a sua volta chiuso dal copriviti nella canalina, e di fatto vengono tappati.
I copribordo si riusano se sono integri; quelli danneggiati si sostituiscono con nuovi PROFILI IN ALLUMINIO. Le viti invece vanno cambiate sempre, con VITI IN ACCIAIO INOX di misura e testa uguali alle originali.

RIMONTAGGIO
Il butilico in rotolo si stende continuo lungo tutta la guarnizione, lasciando la carta protettiva fino al momento del montaggio. Dove uno spezzone finisce e ne inizia un altro, le estremità si accostano e si premono tra loro: il butilico è autosaldante e forma un cordone continuo, mentre una sovrapposizione lunga creerebbe uno spessore doppio sotto il profilo.
Sopra la guarnizione si rimettono i copribordo. In ogni foro, prima della vite, va un po' di butilico in cartuccia come il DEKASEAL 8936 o il SIKALASTOMER 710: sigilla la filettatura, così l'acqua che dovesse superare il copriviti non scende lungo la vite fino al legno.
Quando una vite gira a vuoto si infilano nel foro alcuni fili di rame, presi da un CAVO ELETTRICO, per aumentare la presa. Se non basta si prova con una vite di diametro maggiore e, come ultima opzione, si fa un nuovo foro nel copribordo a qualche centimetro dal precedente, riempiendo di butilico quello vecchio.
Se più viti non tirano, verosimilmente lavorano nel marcio: bisogna aprire e controllare come visto prima, perché anche una zona di pochi centimetri basta a vanificare tutto il lavoro.
Copribordo e guarnizione devono essere perfettamente accoppiati, senza punti molli o vuoti, soprattutto sulla curva della mansarda.
Le viti si tirano in modo progressivo: più passate con la frizione del trapano via via più dura, finendo a mano, sono il modo migliore per comprimere il giunto in modo uniforme senza spanare il legno. Quando la compressione è giusta, lungo i bordi del profilo affiora un filo sottile e continuo di butilico.

L'eccesso non si toglie con i solventi, che sporcherebbero la superficie, ma tamponandolo con una pallina dello stesso butilico: il materiale in più si attacca alla pallina e viene via pulito.
Se si vogliono verniciare i copribordo conviene farlo dopo il montaggio: prima vengono maneggiati molte volte ed è inevitabile segnarli.
Infine si chiude la scanalatura centrale con una guarnizione copriviti nuova, DA 11MM o DA 13MM a seconda della larghezza della canalina. Immersa in acqua calda si ammorbidisce e si inserisce più facilmente; un filo di SIKAFLEX 521UV steso nella canalina prima di inserirla aggiunge una seconda barriera. In alternativa la canalina si può riempire direttamente con il 521UV grigio, il colore più adatto perché richiama quello dell'alluminio.

COME FARE LE SIGILLATURE SECONDARIE
Si fanno sui profili rigidi: cornici delle FINESTRE con telaio autoportante come le DOMETIC SEITZ S4, PRESA ELETTRICA esterna, BOCCHETTONE di carico dell'acqua, basi degli accessori e flange degli OBLÒ sul tetto.
Se c'è già un vecchio cordone va tolto completamente: si incide con il taglierino tenendo la lama parallela alla parete, si asporta e si pulisce come visto per le primarie. Un cordone nuovo steso sopra uno vecchio e crepato tiene solo finché tiene quello sotto.
PREPARAZIONE
Dopo pulizia e sgrassaggio, su alcuni supporti il produttore prevede un attivatore, da passare sulla superficie già pulita e asciutta. Conviene restare nella stessa famiglia del sigillante, come il SIKA AKTIVATOR 205 per i Sikaflex o l'ACTIVATOR 400 NP di NPT per i SiMP-Seal: se e quando serve lo indica la scheda tecnica.
Poi si delimita la zona con un NASTRO DI MASCHERATURA (va bene anche lo SCOTCH DI CARTA): due strisce parallele e continue lungo tutto il perimetro, che lasciano libera una fascia larga circa 1cm a cavallo del bordo, 4-5mm sulla cornice e 4-5mm sulla parete.
Sugli angoli curvi e sugli accessori tondi conviene coprire con il nastro una zona ampia, tracciarci sopra la linea giusta e rifilare con il BISTURI.

STESURA E LISCIATURA
Il beccuccio della cartuccia si taglia in obliquo, poco alla volta, perché un taglio troppo largo non si recupera. Con la PISTOLA si stende un cordone continuo e uniforme lungo tutto il perimetro, spingendo il prodotto dentro la fessura invece di appoggiarlo sopra.

Va lisciato subito, prima che faccia la pelle: si va dai 10 minuti circa del Dekasyl MS-1 ai 30 del Sikaflex 521UV, quindi con i prodotti più rapidi conviene lavorare a tratti brevi. Si usa un lisciante a base d'acqua come il SIKA TOOLING AGENT N o il DEKAFINISHER di Dekalin, oppure acqua con una goccia di sapone neutro, passando una spatola o un dito protetto da un GUANTO.
Il cordone finito deve risultare leggermente concavo e inclinato verso l'esterno, così l'acqua scivola via. Per lisciare non vanno mai usati diluenti o solventi, che rovinano la superficie del cordone e ne riducono l'adesione; le sbavature fresche si tolgono con un pulitore specifico come lo SIKA REMOVER 208.
Il nastro si toglie appena finito di lisciare, con il prodotto ancora fresco: si tira verso l'esterno con un movimento regolare e senza strappi, controllando che non si porti dietro parte del cordone. Se si aspetta che il sigillante indurisca, il bordo si strappa insieme al nastro.
A cordone indurito i ritocchi si fanno con il bisturi; il Sikaflex 521UV si può anche carteggiare e verniciare insieme alla superficie.
TEMPI DI INDURIMENTO
Fatta la pelle, il cordone non teme più una pioggia leggera, ma indurisce lentamente dall'esterno verso l'interno: nelle prime 24 ore i prodotti più rapidi arrivano a circa 2-3mm, quindi un cordone spesso ha bisogno di qualche giorno per indurire del tutto. In quel periodo vanno evitati i lavaggi ad alta pressione.
Le cartucce avanzate, ben chiuse, si conservano per i ritocchi. Non vanno però usate per stendere nuovi cordoni sopra quelli vecchi e crepati, sul tetto come altrove: si nasconde il problema invece di risolverlo.
GLI ERRORI DA EVITARE
Dietro buona parte delle sigillature rifatte che non durano c'è uno di questi errori.
Usare il silicone. Sull'esterno del camper non dura e lascia residui su cui niente fa più presa, rendendo più difficile ogni intervento successivo.
Sigillare sopra il vecchio. Un cordone steso su un giunto crepato o infiltrato chiude dentro l'acqua che è già entrata, impedisce al legno di asciugare e nasconde il danno mentre cresce.
Affidare alla secondaria il lavoro della primaria. Se il butilico sotto il copribordo ha ceduto, nessun cordone esterno lo sostituisce: il giunto va smontato e rifatto.
Rimontare le viti a secco. Una vite in acciaio inox non arrugginisce, ma se il foro non è sigillato l'acqua scende comunque lungo la filettatura fino al legno.
Non aspettare che il pulitore evapori. Il solvente intrappolato sotto il sigillante ne impedisce l'adesione e il cordone si stacca ai primi sbalzi di temperatura.
Incollare ciò che va sigillato. Colle poliuretaniche e adesivi tenaci sotto le flange di oblò e finestre rendono distruttivo qualsiasi smontaggio futuro.
Usare il butilico come cordone a vista. Senza compressione non sigilla, raccoglie la sporcizia e con il caldo cola.
Lavorare al sole o al freddo. Fuori dall'intervallo di temperatura indicato dal produttore il sigillante non indurisce come dovrebbe e aderisce peggio.
Lisciare con il diluente. Altera la superficie del cordone e ne riduce l'adesione: per lisciare si usano i prodotti a base d'acqua.
CONTROLLI PERIODICI
Un controllo all'anno, meglio a fine inverno o prima della stagione dei viaggi, permette di intervenire quando basta poco.
All'esterno si guardano i cordoni secondari, cercando crepe e punti in cui si staccano dal supporto, e le guarnizioni copriviti, che con l'età si induriscono e si ritirano lasciando scoperte le teste delle viti. Viti arrugginite e colature di mastice in aumento sono altri segnali da non ignorare.
Sulle roulotte meritano attenzione anche le maniglie di manovra e le luci di ingombro: le continue sollecitazioni allentano le viti nel legno e ne fanno vie d'ingresso per l'acqua.
All'interno i segnali sono aloni, pannelli che si gonfiano o cedono alla pressione e odore di umido, soprattutto negli angoli, attorno alle finestre e nei pensili sotto il bordo del tetto. Con l'igrometro si misurano gli stessi punti ogni anno, così si vede subito se qualcosa cambia.
Il controllo si inserisce bene nella preparazione al RIMESSAGGIO, e tenere le sigillature in ordine preserva il valore economico del camper, oltre alla sua funzionalità.
DOMANDE FREQUENTI
Ogni quanto vanno rifatte le sigillature del camper?
Dipende dal tipo. Le secondarie, esposte a sole e intemperie, invecchiano prima e vanno rifatte quando il cordone si crepa o si stacca, a volte già dopo pochi anni. Il butilico delle primarie mantiene le sue proprietà per 10-15 anni, ma le guarnizioni copriviti cedono spesso molto prima e vanno sostituite appena si induriscono o si ritirano.
Il silicone neutro si può usare sul camper?
Indurendo non libera acido, quindi non intacca i metalli come quello acetico, ma ha gli altri difetti del silicone: non si vernicia e lascia residui su cui i sigillanti STP e MS polimero non fanno più presa, complicando ogni intervento futuro. Sull'esterno del camper è meglio evitarlo.
Che differenza c'è tra Sikaflex 521UV e 522?
Sono entrambi sigillanti STP con gli stessi valori meccanici e reggono entrambi l'esterno. Il SIKAFLEX 521UV è pensato per i cordoni esterni a vista e una volta indurito si può levigare; il SIKAFLEX 522 è certificato a basse emissioni e per l'impiego in ambito alimentare, quindi è la scelta per cucina, bagno e interno della cellula.
Quanto materiale serve per rifare le sigillature?
Per le primarie si misura la lunghezza totale dei copribordo: su un camper di 7 metri, tra fiancate, posteriore e mansarda, si arriva facilmente intorno ai 20 metri. I rotoli di Teroson RB 81 vanno da 20 a 40 metri a seconda della larghezza, quelli di RB 274 da 30 a 40, e conviene tenere un margine per scarti e giunte. Per le secondarie, una cartuccia da 300ml basta per circa 7 metri di cordone largo 1cm e spesso 4mm.
Le sigillature si possono verniciare?
Dipende dal prodotto. Il Sikaflex 521UV si vernicia e si carteggia una volta indurito, il Dekasyl MS-1 si può verniciare già dopo una decina di minuti, mentre Sikaflex 515 e 522 vanno verniciati entro il tempo di formazione della pelle, altrimenti serve prima un attivatore. Tra i butilici, i nastri Teroson sono verniciabili, il Dekaseal 8936 no.
Si può rifare solo un tratto di copribordo?
Sì, se il danno è localizzato e il resto del giunto è sano: si smonta solo il tratto interessato, si taglia il vecchio mastice in un punto pulito e si raccorda il nuovo premendolo bene. Se però il butilico ha più di 10-15 anni conviene rifare tutto il perimetro, perché dove ha ceduto in un punto cederà presto anche negli altri.
Come si tampona un'infiltrazione durante un viaggio?
Serve una soluzione che tenga fino al rientro. Su un giunto che non si riesce ad asciugare si può usare il SIMP-SEAL 55, dichiarato capace di aderire anche sul bagnato; per crepe e piccole perdite su una superficie, dove non c'è un giunto da riempire, la plastica liquida spray ALLES DICHT crea una pellicola elastica e impermeabile. Appena possibile il punto va aperto, controllato e sigillato a regola d'arte.
Per un preventivo su tutto il materiale che ti serve, o per un dubbio sul prodotto giusto per il tuo camper, puoi scriverci dalla pagina CONTATTI.


11 commenti
Molto utile per esperti e meno esperti. Ammirevole la vostra gratuita’ nello spiegare problematiche così delicate e interessanti. Complimenti !!!
Buongiorno, voglio ringraziare lo staff per l’impegno profuso.
Sono camperista da pochi mesi ed ogni informazione mi risulta preziosa per valutare eventuali migliorie da apportare al mio veicolo del 2006 .
Continuate così!!!
Cordiali saluti da Belluno
mi sono imbattuto in questo blog, cercando suggerimenti per fare una manutenzione straordinaria al mio camper Adriatik di 32 anni. Vi faccio i complimenti per la professionalità e per la chiarezza espositiva che utilizzerò al meglio dimenticandomi di tanti video che rendono confusa la comprensione e la soluzione .
Grazie.
Ho trovato questo blog per “caso” ma è scritto e dettagliato in modo chiaro e semplice spiegando l’uso di tecniche e materiali che altri siti o “blogger” omettono per andare nelle loro officine…
Grazie e complimenti
Finalmente una procedura chiara, documentata, esaustiva, grazie