COME SCEGLIERE IL RISCALDAMENTO DEL CAMPER

intro guida scelta riscaldamento per camper

STUFA A GAS, RISCALDATORE A GASOLIO, SCAMBIATORE collegato al motore o SISTEMA A LIQUIDO: sono quattro modi di scaldare la cellula, ognuno con caratteristiche proprie di distribuzione del calore, rumore, consumi e comfort.

Questa guida spiega che tipo di calore genera ciascun sistema, quando rende meglio e dove mostra i suoi limiti. Si parla solo di impianti fissi: quelli a combustione sono tutti a camera stagna, cioè prelevano l'aria per la combustione e scaricano i fumi all'esterno, senza scambi con l'aria della cellula.

PRIMA DEL RISCALDAMENTO: ISOLAMENTO E POTENZA

Nessun riscaldamento compensa un mezzo che disperde troppo calore. Il punto debole di quasi tutti i camper è la CABINA: parabrezza, vetri laterali e portiere sono superfici enormi con un isolamento pressoché nullo, e da lì si disperde buona parte del calore. Coprire i vetri con gli OSCURANTI TERMICI taglia la dispersione di qualche centinaio di watt, che su un van ben isolato valgono un quinto del fabbisogno o più.

dispersione calore camper da pareti, tetto, vetri

Il secondo punto critico è il pavimento. Un pianale poco isolato raffredda l'aria sovrastante e crea lo strato freddo che si avverte ai piedi. Chi CAMPERIZZA un FURGONE può applicare l'ALU-BUTYL sulla lamiera per smorzare vibrazioni e rimbombo, affidando l'isolamento termico ai pannelli rinforzati della serie X-TREM; su un mezzo già allestito l'intervento è molto più complicato.

La potenza termica del riscaldamento va proporzionata al volume della cellula e alla qualità dell'ISOLAMENTO: un van ben coibentato di sei metri, in una notte a pochi gradi sotto zero, richiede circa un chilowatt; un motorhome di sette-otto metri ne chiede il doppio o più. Sovradimensionare non conviene, soprattutto con il gasolio: un riscaldatore troppo potente lavora quasi sempre al minimo, la condizione in cui si sporca di più.

CHE TIPO DI CALORE: CONVEZIONE, ARIA FORZATA E IRRAGGIAMENTO

La sensazione di caldo non dipende solo dalla temperatura dell'aria. Il corpo scambia calore anche con le superfici che lo circondano: PARETI, finestre e pavimento freddi lo sottraggono per irraggiamento, anche con il termometro a 20°C.

Il comfort percepito sta a metà tra la temperatura dell'aria e quella delle superfici, ed è per questo che due camper con il termostato allo stesso valore possono dare sensazioni molto diverse.

Ogni sistema di riscaldamento cede il calore in uno di questi tre modi, o in una loro combinazione.

Convezione, aria forzata e irraggiamento i tre tipi di calore in camper

CONVEZIONE NATURALE

L'aria a contatto con una superficie calda si scalda, diventa più leggera e sale da sola, poi si raffredda contro il tetto e le pareti e ricade.

È il principio della stufa a gas senza ventilatore e dei convettori a liquido montati lungo il perimetro della cellula. Non ci sono ventole, quindi non c'è rumore né movimento d'aria percepibile.

Il limite è la distribuzione: una stufa montata in dinette, senza ventilatore, scalda bene la zona in cui si trova, molto meno il bagno o il letto posteriore, e concentra il calore verso l'alto. I convettori distribuiti lungo le pareti risolvono il problema, perché creano una lama d'aria calda che sale proprio sulle superfici più fredde.

ARIA FORZATA

Una ventola spinge l'aria su uno scambiatore caldo e la manda nelle tubazioni fino alle bocchette.

È il funzionamento dei riscaldatori a gasolio ad aria, delle stufe a gas con ventilatore, degli scambiatori a ventola e dei combinati ad aria. I pregi sono velocità e distribuzione: il calore arriva in pochi minuti e raggiunge ogni punto servito da una canalizzazione, compresi bagno, gavoni e zone dove passano le tubazioni dell'acqua, e il flusso asciuga vetri e angoli freddi.

Il prezzo è un'aria in uscita molto più calda dell'ambiente, che tende a salire, un fruscio che cresce con la potenza e un movimento continuo che solleva la polvere (chi soffre di allergie se ne accorge).

IRRAGGIAMENTO

Una superficie calda cede calore direttamente al corpo e agli oggetti, senza passare dall'aria, come il sole in una giornata d'inverno: l'aria è fredda, ma ci si scalda.

In camper il modo più efficace per ottenerlo su tutta la superficie è il pavimento riscaldato alimentato da un circuito a liquido. Esistono anche tappetini riscaldanti elettrici, che però assorbono molta corrente e in pratica si usano con la colonnina; in piccola parte irraggia anche il frontale di una stufa a gas, ma solo a breve distanza.

Con il pavimento caldo si sta bene anche con l'aria di uno o due gradi più fresca, non c'è movimento d'aria e il calore è uniforme dal basso verso l'alto. Il rovescio della medaglia è l'inerzia: scaldare la massa del pavimento richiede tempo, e l'impianto va previsto in fase di allestimento.

PIEDI FREDDI E TESTA CALDA: LA STRATIFICAZIONE

L'aria calda sale, e in una cellula alta due metri con il pianale freddo si formano strati a temperature diverse. Se l'isolamento del fondo è scarso, le differenze tra pavimento e soffitto arrivano a parecchi gradi, fino a una decina nei casi peggiori: il letto mansardato o basculante è la zona più calda, la dinette quella dove si sente di più il freddo.

Il fenomeno riguarda tutti i sistemi che scaldano l'aria, ma si accentua quando l'aria esce molto calda da bocchette alte. Nei sistemi ad aria forzata lo si riduce montando le bocchette in basso, orientate verso il pavimento e lungo le pareti esterne, e installando il riscaldatore in modo che aspiri l'aria dal basso, dove è più fredda: il ricircolo preleva così lo strato freddo e lo restituisce riscaldato. Convettori perimetrali e pavimento radiante sono gli unici sistemi che annullano quasi del tutto il problema, ed è questo il loro vero vantaggio.

stratificazione aria calda cellula camper

ARIA SECCA

Tutti gli apparecchi a combustione di questa guida sono a camera stagna: il vapore acqueo prodotto dalla combustione esce dallo scarico e non entra in cellula. L'aria diventa comunque più secca quando si scalda, perché la stessa quantità di vapore, a temperatura più alta, corrisponde a un'umidità relativa più bassa: succede con qualsiasi sistema.

Quello che cambia è la percezione. Un getto d'aria calda su viso e gola asciuga le mucose più di un calore radiante, e con il pavimento riscaldato l'aria può restare più fresca, quindi con un'umidità relativa più alta. In ogni caso l'umidità prodotta a bordo da respiro, cucina e indumenti bagnati va smaltita: l'aria forzata aiuta a tenere asciutti vetri e angoli freddi, ma il ricambio d'aria serve con qualsiasi riscaldamento.

STUFE A GAS

Le stufe Truma della serie S sono il riscaldamento classico delle roulotte e di molti camper: bruciano GPL a 30mbar prelevato dalle bombole, hanno la camera di combustione stagna e scaricano i fumi da un camino a parete o a tetto. La gamma comprende la S 2200 da 1.850W per le roulotte piccole, la S 3004 da 3.500W e la S 5004 da 6.000W.

CHE CALORE PRODUCONO

Senza ventilatore la stufa scalda per convezione naturale e, a breve distanza, per irraggiamento dal pannello frontale: il calore resta nella zona dove è montata e tende a salire. Con un ventilatore TRUMAVENT diventa un sistema ad aria forzata che porta il calore, attraverso TUBI da 65 o 72mm, fino a bagno, zona notte e gavoni. La versione a 12V assorbe da 0,2 a 1,2A, quella a 220V funziona solo con la colonnina o con un inverter.

PUNTI DI FORZA

Il primo è il silenzio. Il bruciatore a gas non ha pompe né parti in movimento: senza ventilatore la stufa è muta, con il ventilatore si sente solo il fruscio dell'aria, che dipende dalla velocità impostata.

Il secondo è l'indipendenza dalla batteria. La S 3004 si accende con una pila da 1,5V e per scaldare non ha bisogno dell'impianto a 12V: è l'unico riscaldamento che continua a funzionare anche con la BATTERIA di servizio scarica.

Il terzo è la durata. Il gas brucia pulito e non lascia depositi carboniosi, quindi la manutenzione si limita ai controlli dell'impianto e a qualche pulizia. Una stufa ben tenuta dura decenni.

Il quarto è la possibilità di usare la corrente della colonnina. Sulla S 3004 e sulla S 5004 si installa il riscaldamento elettrico ULTRAHEAT, che scalda a 500, 1.000 o 2.000W da solo o insieme al gas, usando la stessa distribuzione dell'aria. In campeggio il gas resta così per cucina e boiler.

PUNTI CRITICI

Il limite principale è l'autonomia. Una S 3004 consuma da 30 a 280g/h di gas secondo la potenza richiesta; con temperature sotto zero, su un camper medio, il solo riscaldamento arriva facilmente a 2-4kg di gas al giorno, e una bombola da 10-11kg dura pochi giorni. Una S 5004 alla massima potenza consuma 480g/h e svuota una bombola da 11kg in circa 23 ore. Con due bombole nel gavone e con cucina e boiler che attingono dalla stessa scorta, l'inverno lontano dalla colonnina richiede rifornimenti frequenti.

Il secondo limite è il freddo. Il butano smette di evaporare intorno a 0°C: una bombola con una miscela ricca di butano, lasciata nel gavone con il gelo, non eroga più gas anche quando è ancora mezza piena. D'inverno serve propano, che continua a evaporare a temperature molto più basse ma non si trova ovunque. Questo e altri aspetti sono approfonditi nella GUIDA ALL'USO INVERNALE DEL CAMPER.

Il terzo è l'estero. Attacchi delle bombole e circuiti di scambio cambiano da un paese all'altro, e una bombola italiana vuota non si sostituisce ovunque: gli adattatori permettono di collegare bombole locali, pagando però la cauzione. Un serbatoio fisso ricaricabile al distributore risolve il problema, con costi e vincoli di installazione propri.

Per usare la stufa in marcia, sui veicoli immatricolati da gennaio 2007 servono un regolatore con dispositivo di intercettazione di sicurezza conforme al regolamento UN ECE R 122 e tubi flessibili ad alta pressione con protezione contro la rottura, disponibili tra i REGOLATORI E GESTORI GAS. Sulle stufe della serie S, Truma richiede inoltre il terminale T-2 o T-3 sul camino.

Restano ingombro, peso e costi accessori. La stufa va montata a vista in una nicchia d'arredo (la S 3004 occupa circa 50 × 55cm di parete e 37cm di profondità), camino e mascherina si acquistano a parte e ogni bombola in acciaio da 10kg di gas pesa oltre 20kg quando è piena. La stufa, infine, scalda solo l'aria: per l'acqua calda serve un BOILER separato.

PER CHI È

Roulotte, chi frequenta soprattutto campeggi e aree con colonnina, chi vuole il massimo silenzio notturno e chi non vuole dipendere dalla batteria. Tutti i modelli sono tra i RISCALDATORI A GAS, mentre camini, mascherine, ventilatori e tubazioni sono tra gli ACCESSORI PER RISCALDATORI A GAS.

RISCALDATORI AD ARIA A GASOLIO

Gli Autoterm AIR 2D e AIR 4D, come i Carbest VANHEAT 2.0 e VANHEAT 4.0 DH, sono bruciatori compatti che prelevano il gasolio dal serbatoio del veicolo con un pescante dedicato e una pompa dosatrice. Funzionamento, regole di installazione e confronto tra i modelli sono nella GUIDA AI RISCALDATORI DIESEL; qui interessano il tipo di calore e il bilancio tra pro e contro.

infografica circuiti aria separati riscaldatore diesel

CHE CALORE PRODUCONO

Aria forzata pura: la ventola aspira l'aria della cellula, la fa passare sullo scambiatore e la spinge nelle canalizzazioni. È il calore più rapido di tutti: l'aria calda arriva tre-cinque minuti dopo l'avvio e alla massima potenza una cellula fredda si porta in temperatura in circa mezz'ora. Proprio perché l'aria esce molto calda, la posizione delle bocchette decide se il risultato sarà uniforme o se si avranno testa calda e piedi freddi.

PUNTI DI FORZA

L'autonomia di carburante è il motivo per cui lo si sceglie. Un 2kW consuma tra 0,10 e 0,24 litri all'ora, un 4kW tra 0,12 e 0,51: anche nelle giornate più fredde si parla di pochi litri al giorno, prelevati da un serbatoio che ne contiene decine. Il gasolio si trova ovunque, non ci sono bombole da cambiare né attacchi da adattare, e a parità di calore costa in genere meno del gas in bombola.

Il secondo è l'ingombro ridotto. Un Air 2D pesa 2,9kg e trova posto sotto il sedile del passeggero, in un gavone o sottoscocca con staffe e contenitori dedicati, senza togliere spazio all'arredamento.

Il terzo è la praticità. Funziona anche in marcia senza dispositivi aggiuntivi e va spento solo durante il rifornimento; si adatta da solo alla quota, fino a 4.200m sugli Autoterm e 5.000m sui Carbest; timer, termostato e accensione dal telefono completano il quadro.

PUNTI CRITICI

Il vero limite è la batteria. In avvio la candeletta assorbe fino a un centinaio di watt per un paio di minuti; a regime un 2kW si assesta tra 10 e 29W e un 4kW tra 10 e 57W. Otto ore di funzionamento medio costano indicativamente 13-25Ah. Sotto i 10V il riscaldatore si ferma, e con una batteria al piombo da 100Ah, d'inverno, si resta senza corrente molto prima che senza gasolio. Prima dell'acquisto conviene fare due conti con il CALCOLATORE DEI CONSUMI ELETTRICI, e spesso la soluzione passa da un IMPIANTO AL LITIO.

Il rumore è il secondo punto. La pompa dosatrice produce un ticchettio metallico regolare, che il supporto antivibrante e una buona posizione riducono ma non eliminano; a questo si aggiungono il fruscio della ventola e il soffio dello scarico all'esterno, che in un'area di sosta affollata si sente anche dai mezzi vicini.

Poi la manutenzione. Il riscaldatore va acceso una volta al mese per 20-30 minuti alla massima potenza, anche quando non serve. Candeletta e filtro sono materiali di consumo.

Infine il gasolio al freddo. Nel gasolio estivo le paraffine iniziano a cristallizzare già intorno allo zero, e la linea sottile del riscaldatore, con la pompa esposta sotto il pianale, è la prima a bloccarsi: chi fa il pieno in autunno e parte per la montagna alla prima ondata di freddo rischia di restare senza riscaldamento. Serve gasolio invernale, o quello per climi rigidi distribuito nelle località di montagna.

C'è anche un aspetto normativo, che vale per qualsiasi apparecchio a combustione, stufa a gas compresa: in Italia, durante la sosta su strada, tenere acceso il riscaldamento rientra tra i comportamenti interpretabili come campeggio, e quindi sanzionabili; il quadro completo è nella GUIDA AI TIPI DI SOSTA.

Questi riscaldatori non producono acqua calda: anche qui serve un boiler a parte.

PER CHI È

Van e camper usati in inverno lontano dalle colonnine, in montagna o all'estero, chi viaggia nel Nord Europa, chi non vuole dipendere dalle bombole e chi ha già un riscaldamento a gas e cerca una seconda fonte con più autonomia. Tutti i modelli sono tra i RISCALDATORI A GASOLIO, comandi e accessori di montaggio tra gli ACCESSORI PER RISCALDATORI A GASOLIO.

SCAMBIATORI DI CALORE SUL CIRCUITO DEL MOTORE

Lo scambiatore sfrutta lo stesso principio del riscaldamento di cabina: il liquido di raffreddamento del motore, già caldo, attraversa un piccolo radiatore e una ventola soffia in cellula l'aria riscaldata. Il SIROCO ARIZONA LN, per esempio, si monta a incasso e rende fino a 3kW con 110m³/h d'aria e una ventola da 12W.

CHE CALORE PRODUCE

Aria forzata concentrata in un solo punto, con temperatura e velocità regolabili dai comandi sulla mascherina. Il calore disponibile dipende da quanto lavora il motore: abbondante in autostrada, scarso nei primi chilometri a freddo e in coda.

PUNTI DI FORZA

In viaggio scalda senza consumare combustibile, perché sfrutta il calore che il motore disperderebbe comunque attraverso il radiatore. Non richiede camini né scarichi e pesa pochissimo. Il vantaggio pratico è arrivare a destinazione con la cellula già calda, i passeggeri seduti dietro al riparo dal freddo e i SERBATOI dell'acqua interni protetti dal gelo, invece di dover scaldare tutto all'arrivo.

PUNTI CRITICI

Collegato al solo circuito di raffreddamento, a motore spento non scalda: è un complemento e non può essere l'unico riscaldamento. L'allacciamento va fatto con cura e spurgando bene l'aria, perché bolle e raccordi difettosi sono un problema per il motore prima ancora che per il comfort. D'inverno, con il motore al minimo o nei primi chilometri, il calore inviato in cellula è sottratto alla cabina. La ventola dell'Arizona LN resta sotto i 50dB: silenziosa per un ventilatore, ma quando lo scambiatore lavora in sosta, collegato a un circuito a liquido, in zona notte si sente.

PER CHI È

Chi percorre molta strada nei mesi freddi, come complemento a qualsiasi altro sistema. Collegato a un circuito scaldato da un riscaldatore a liquido lavora anche in sosta, ed è così che compare nei sistemi della sezione successiva. I modelli sono tra gli SCAMBIATORI DI CALORE.

SISTEMI A LIQUIDO E RISCALDATORI COMBINATI

Un riscaldatore combinato scalda sia l'aria della cellula sia l'acqua sanitaria, al posto di stufa e boiler separati. Gli schemi sono due, e producono tipi di calore diversi.

Nei combinati ad aria il bruciatore scalda direttamente l'aria, distribuita con tubi e bocchette, e allo stesso tempo l'acqua di un serbatoio integrato: è lo schema dei Truma Combi e degli AQUA-HOT GEN 1.

Nei sistemi a liquido il bruciatore scalda un circuito chiuso di liquido antigelo, che a sua volta alimenta l'acqua sanitaria e i terminali di riscaldamento.

L'AUTOTERM BALTICA abbina un riscaldatore FLOW 5D da 5kW a un serbatoio da 13L con scambiatore per l'acqua calda istantanea e due resistenze da 800W a 220V; un circuito aggiuntivo, con una pompa dedicata, alimenta scambiatori a ventola, radiatori o riscaldamento a pavimento.

L'AQUA-HOT WAVE 40 ha un bruciatore da 2 a 10kW, produce acqua calda istantanea (3,8L/min con un incremento di 25°C), scalda l'aria direttamente fino a 6kW e, con il KIT IDRONICO, alimenta fino a tre scambiatori oppure un impianto a pavimento.

Il KIT FLOW 5D con boiler PUNDMANN e scambiatore ARIZONA LN porta lo stesso principio su un impianto componibile. Sui motorhome di fascia alta il riferimento storico è Alde, con caldaia a gas e convettori perimetrali.

CHE CALORE PRODUCONO

Qui sta l'equivoco più diffuso: "a liquido" non significa automaticamente calore radiante e silenzioso. Il tipo di calore lo decidono i terminali collegati al circuito.

tipi di terminali per scambiatori calore a liquido

Uno scambiatore a ventola produce aria forzata, esattamente come un riscaldatore ad aria. I convettori lungo le pareti lavorano per convezione naturale e creano la barriera calda sulle superfici fredde. Il pavimento riscaldato lavora per irraggiamento.

Il comfort che si attribuisce al "riscaldamento ad acqua" appartiene agli ultimi due, che però vanno progettati in fase di allestimento: i convettori richiedono spazio lungo il perimetro e passaggi d'aria sotto i mobili, le tubazioni a pavimento vanno posate prima del rivestimento. Per questo sono difficili da aggiungere a un camper già in circolazione.

PUNTI DI FORZA

Un solo apparecchio riscalda aria e acqua e, sui modelli con resistenze elettriche, con il COLLEGAMENTO ESTERNO alla rete, lavora anche a 220V.

Nel kit con il Flow 5D, collegando il circuito a quello di raffreddamento, il calore passa nei due sensi: in viaggio è il motore a scaldare la cellula, da fermo è il riscaldatore a preriscaldare il motore, un vantaggio concreto per gli avviamenti a temperature molto basse.

Con convettori o impianto radiante, infine, si ottiene il comfort migliore in assoluto: nessun movimento d'aria, differenze minime tra pavimento e soffitto e una massa calda che limita il calo di temperatura quando si apre la porta.

PUNTI CRITICI

Costo e complessità sono i più alti tra tutti i sistemi. Oltre all'apparecchio servono tubazioni per alte temperature, pompe, raccordi, liquido e un progetto dell'impianto.

I sistemi a liquido con bruciatore a gasolio hanno CONSUMI ELETTRICI più alti degli impianti a gas con convettori, nei quali l'unico carico è la pompa: il Wave 40 assorbe da 42 a 102W a regime e fino a 168W allo spunto, il Flow 5D 42W a regime e 122W allo spunto, a cui si sommano pompe di circolazione e ventole degli scambiatori. La batteria va dimensionata come per un riscaldatore ad aria, anzi con più margine.

Con convettori e pavimento l'inerzia è alta: partendo da una cellula gelata servono ore per arrivare a regime, e il sistema dà il meglio se tenuto acceso a lungo. Il Wave 40 aggira il problema perché scalda anche l'aria direttamente.

La manutenzione riguarda anche il liquido. Nel Baltica il circuito va riempito solo con GLICOLE PROPILENICO compatibile con alluminio e acciaio inox, mai con acqua, e il suo Flow 5D va acceso alla massima potenza per almeno 30 minuti ogni 30 giorni, come un riscaldatore ad aria. Il Wave 40 richiede invece una manutenzione annuale con taratura del bruciatore e sostituzione del filtro.

Il liquido antigelo protegge il circuito di riscaldamento ma non l'acqua sanitaria, che va scaricata durante il RIMESSAGGIO e comunque ogni volta che il mezzo resta fermo al gelo senza riscaldamento.

Da verificare, infine, la quota: il Flow 5D del kit componibile lavora fino a 1.000m e oltre richiede il kit alta quota, mentre il Wave 40 arriva di serie a 4.572m.

PER CHI È

Allestimenti da zero su van o cellule autocostruite, chi vive a bordo o fa lunghi soggiorni invernali, chi vuole eliminare il gas dal riscaldamento e chi cerca un comfort paragonabile a quello di casa, a patto di progettare l'impianto con convettori o pavimento.

I modelli disponibili sono tra i RISCALDATORI COMBINATI, tubi, raccordi e valvole tra gli ACCESSORI E RICAMBI PER SISTEMI COMBINATI.

CONFRONTO RAPIDO

Stufa a gas Aria a gasolio Scambiatore motore Liquido e combinati
Tipo di calore convezione naturale, aria forzata con ventilatore aria forzata aria forzata in un punto dipende dai terminali: aria forzata, convezione o irraggiamento
Velocità media alta legata al motore alta con aria forzata, lenta con convettori e pavimento
Scalda in sosta sì sì solo se collegato a un circuito a liquido sì
Scalda in marcia sì, con regolatore di sicurezza e terminale T-2 o T-3 sì sì sì (se a gas, con regolatore di sicurezza)
Funziona a 220V con Ultraheat su S 3004 e S 5004 no no sì, sui modelli con resistenze
Consumo a 12V nullo senza ventilatore, fino a 1,2A con ventilatore medio, alto in avvio minimo, solo la ventola da medio ad alto sui modelli a gasolio
Autonomia senza colonnina bassa, legata alle bombole alta per il gasolio, limitata dalla batteria solo in viaggio alta se a gasolio, limitata dalla batteria; legata alle bombole se a gas
Rumore di notte minimo ticchettio pompa, ventola, scarico nessuno se collegato solo al motore, ventola se collegato a un circuito a liquido da minimo a medio secondo bruciatore e terminali
Acqua calda no no no, solo dentro un sistema a liquido sì
Installazione nicchia a vista, camino, impianto gas compatta, fori in pavimento e serbatoio tubi sul circuito del motore complessa, da progettare
Manutenzione minima accensione mensile, consumabili minima liquido, bruciatore, accensione mensile se a gasolio

QUALE SCEGLIERE IN BASE A COME SI VIAGGIA

Non esiste il riscaldamento migliore in assoluto, esiste quello adatto al mezzo e all'uso. Questi sono i casi più frequenti.

ROULOTTE E SOGGIORNI IN CAMPEGGIO

La stufa a gas resta la scelta naturale: silenziosa, indipendente dalla batteria, con l'Ultraheat che in campeggio sposta il riscaldamento sulla corrente della colonnina. La S 2200 basta per le roulotte piccole, la S 3004 copre quelle medie e i camper, la S 5004 è pensata per le roulotte grandi.

VAN CAMPERIZZATO E WEEKEND INVERNALI

Un riscaldatore ad aria a gasolio da 2kW è quasi sempre la risposta: poco ingombro, autonomia dal serbatoio, calore rapido per le uscite brevi e gli arrivi serali. Il punto da verificare prima di tutto è la batteria di servizio; l'acqua calda, se serve, richiede un boiler a parte oppure un combinato.

CAMPER DI SERIE CON IL GAS GIÀ A BORDO

Non serve rifare tutto. Se il limite è l'autonomia delle bombole, un riscaldatore ad aria a gasolio affiancato all'impianto a gas esistente, stufa o Combi che sia, fa il lavoro pesante lontano dalla colonnina, mentre il gas resta per cucina e acqua calda e per le notti in cui il ticchettio della pompa darebbe fastidio.

MOLTI CHILOMETRI D'INVERNO

Lo scambiatore sul circuito del motore non sostituisce nessun riscaldamento, ma trasforma i trasferimenti in tempo utile per scaldare la cellula senza consumare combustibile. Per chi percorre molta strada nei mesi freddi è l'aggiunta con il miglior rapporto tra costo e beneficio, qualunque sia il sistema principale.

ALLESTIMENTO DA ZERO O VITA A BORDO

Quando si parte da un mezzo vuoto conviene valutare subito un combinato a gasolio: un solo apparecchio, acqua calda in abbondanza e la possibilità di eliminare il gas.

Il BALTICA riunisce acqua calda istantanea e riscaldamento in un sistema compatto, da completare con i terminali scelti; il kit con il Flow 5D si integra anche con il motore; il WAVE 40, con il kit idronico e un pavimento riscaldato, offre il comfort più alto disponibile su un veicolo, a patto di prevederlo in fase di progetto.

infografica consigli riscaldamento in base a tipo di utilizzo camper roulotte

DOMANDE FREQUENTI

Si può scaldare il camper solo con la corrente della colonnina?

Sì, tenendo d'occhio il limite della colonnina, che nei campeggi è spesso da 6A o anche meno.

A 220V ogni 1.000W corrispondono a circa 4,5A: un Ultraheat a 2.000W supera gli 8A e fa scattare una colonnina da 6A, mentre al livello da 1.000W resta nei limiti. Per le resistenze dei combinati vale lo stesso conto: una colonnina da 6A regge i 900W degli Aqua-Hot o una sola resistenza da 800W del Baltica, ma non i 1.800W degli Aqua-Hot né le due resistenze del Baltica accese insieme.

In tutto, a 6A, sono disponibili circa 1.300W, da dividere con caricabatterie, frigorifero a 220V e le altre utenze accese nello stesso momento: bastano per un van ben isolato o come integrazione del gas, non per scaldare da soli un motorhome sotto zero. Una stufetta elettrica portatile funziona con gli stessi limiti, ma scalda solo la zona dove è appoggiata, mentre le resistenze integrate sfruttano la distribuzione del calore già presente.

Una stufetta a gas portatile può sostituire il riscaldamento?

No.

Stufette catalitiche e fornelletti a gas consumano l'ossigeno della cellula e rilasciano all'interno tutto quello che producono: anidride carbonica, monossido di carbonio in caso di combustione imperfetta e vapore acqueo (circa 1,6kg d'acqua per ogni chilo di propano bruciato), che finisce in condensa su vetri e pareti. Gli impianti fissi a combustione sono a camera stagna proprio per evitare tutto questo. Anche con un impianto a norma, un RILEVATORE DI MONOSSIDO a bordo resta una precauzione irrinunciabile.

Il riscaldamento può restare acceso di notte, anche con la neve?

Gli apparecchi a camera stagna sono progettati per funzionare mentre si dorme, a condizione che aspirazione e scarico restino liberi.

Con la neve è il punto da controllare prima di andare a letto: un camino a parete basso, o lo scarico di un riscaldatore a gasolio sotto il pianale, possono finire sepolti da una nevicata notturna o dalla neve spinta dallo spazzaneve. Un'uscita ostruita fa spegnere l'apparecchio nel migliore dei casi e può far rientrare i fumi nel peggiore.

Prima della notte va liberata la zona intorno a camino e scarico, e con una nevicata in corso va ricontrollata. Per il campeggio invernale, sulle stufe della serie S, Truma consiglia anche una prolunga del camino da 15cm abbinata al terminale T-2 o T-3. Il rilevatore di monossido resta l'ultima protezione.

Si può aggiungere un riscaldatore a gasolio a un camper che ha già il riscaldamento a gas?

Sì, ed è una delle installazioni più comuni.

I due impianti restano indipendenti, ciascuno con il proprio termostato, e si usa l'uno o l'altro secondo la situazione. Il riscaldatore a gasolio va installato con le sue CANALIZZAZIONI, perché i TUBI in cartone di stufe e Combi Truma non reggono la temperatura dell'aria che ne esce: i primi metri devono essere quelli specifici, poi ci si può collegare alla distribuzione esistente.

Si può montare un riscaldatore a gasolio su una roulotte?

Sì, ma servono un serbatoio dedicato e una batteria di servizio adeguata.

Una roulotte non ha un serbatoio di gasolio da cui prelevare: quello dedicato si riempie a mano e il carburante va sostituito ogni stagione, perché fermo per mesi lascia sedimenti. Quanto alla batteria, su molte roulotte manca o è troppo piccola per reggere una notte di funzionamento.

Per chi non vuole forare il mezzo esiste il TRAVELBOX 2.0, un Air 2D portatile in cassa con batteria e serbatoio da 5 litri che non richiede installazione: si lascia all'esterno e l'aria calda entra attraverso un tubo, perché non va mai acceso in un ambiente chiuso. Per l'uso normale di una roulotte, però, la stufa a gas resta la soluzione più semplice.

 

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